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La nuova supernova immortalata dagli astronomi Fonte foto: ESO
SCIENZA

Identificata una nuova supernova: dalle immagini "catturate" sembra molto recente

Il telescopio dell'ESO ha rilevato una nuova supernova nella "galassia Ruota del Carro", grazie al confronto tra una foto del 2014 e una di pochi mesi fa

Nella ricerca di una supernova, anche gli astrofisici mettono dei limiti alle ricerche. La frase, tratta dalla serie televisiva Numb3rs avrebbe bisogno di essere rivista, dato che gli scienziati non sembrano essere stanchi di approfondire queste esplosioni stellari, tanto è vero che una nuova supernova è stata appena scoperta, per la precisione dall’ESO (acronimo che sta a identificare l’European Southern Observatory).

L’immagine straordinaria si riferisce alla galassia Cartwheel, nota anche come “galassia Ruota del Carro". Si sta parlando di un fenomeno ammirato a 500 milioni di anni luce dal nostro pianeta. Il telescopio dell’ESO a cui si è appena fatto riferimento si trova in Cile e la supernova non è stata notata nell’immediato.

Gli astronomi, infatti, hanno fotografato la galassia lo scorso mese di dicembre e soltanto di recente si sono resi conto che una nuova supernova era proprio sotto i loro occhi. Normalmente un’esplosione come questa può essere visibile agli osservatori per mesi e persino anni, cosa è successo invece stavolta? L’evento è stato molto particolare, tanto che gli stessi scienziati lo chiamano solitamente “supernova di tipo II". In poche parole, l’esplosione è caratterizzata da moltissimo idrogeno e le cause si devono a una stella di grandi dimensioni che non riesce ad evitare questa fine, collassando sotto la propria stessa gravità.

I telescopi che hanno reso possibile la scoperta

Come ha voluto sottolineare l’ESO, le supernove rappresentano uno dei motivi per cui c’è la convinzione che siamo tutti fatti di polvere di stelle. Queste esplosioni tendono a cospargere lo spazio che le circonda di elementi pesanti che poi vanno a far parte delle “generazioni" successive di stelle e pianeti.  Ecco perché sono così importanti a livello scientifico e le ultime novità non possono non essere prese in debita considerazione. Il telescopio cileno è stato fondamentale per la nuova supernova, anche se ne sono stati sfruttati altri per avere maggiori conferme in merito a quanto accaduto nella galassia di Cartwheel. Uno dei dispositivi più utili è stato senza dubbio l’ATLAS della NASA, vale a dire l’Asteroid Terrestrial Impact Last Alert System che si trova alle Hawaii.

Un confronto appassionante

Le osservazioni degli astronomi sulla nuova supernova hanno permesso di misurare con grande precisione la radiazione della galassia, il dettaglio che ha fatto la differenza per identificare l’esplosione appunto come una “supernova di tipo II". L’evento è stato ribattezzato per l’occasione SN2021afdx, uno dei tipici nomi scientifici che spesso suggeriscono poco ai non addetti ai lavori, ma che in realtà sono una sintesi dello studio effettuato. Questa novità astronomica, tra l’altro, ha potuto beneficiare di un appassionante confronto con un episodio di qualche anno fa.

In effetti, la nuova supernova è stata scoperta grazie alle immagini di un’altra “drammatica fine" di una stella massiccia, per la precisione quella che risaliva all’agosto del 2014 e scovata dal MUSE (Multi Uniti Spectroscopic Explorer) dell’ESO. In poche parole, il confronto fotografico con la foto dell’ESO è stato utile per rilevare le varie differenze e una di questa era rappresentata da un punto luminoso nello scatto più recente e non presente nella foto di otto anni fa. Serviranno ulteriori conferme, ma intanto ci si può sbilanciare con una certa sicurezza su uno dei fenomeni stellari che maggiormente affascina il mondo astronomico.

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