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SICUREZZA INFORMATICA

Malware IoT in crescita: attacchi partiti anche da lavatrici

Gli attacchi malware agli oggetti Internet of Things sono in aumento di circa tre volte rispetto al 2017 nel primo trimestre 2018, ecco cosa fare per evitarli

7 Novembre 2018 - Con l’aumentare dell’uso degli oggetti Internet of Things in casa, in auto e in ufficio stanno crescendo anche il numero degli attacchi informatici legati a queste nuove tecnologie. Secondo una ricerca della società di sicurezza informatica Kaspersky Lab, i malware IoT sono aumentati di tre volte nel primo trimestre 2018 rispetto allo stesso periodo del 2017.

A causa di questi malware un sensore intelligente all’apparenza utile e innocuo si può trasformare in un pericolo per l’utente. Non solo per la sua privacy, visto che alcuni oggetti intelligenti come telecamere connesse o altoparlanti dotati di intelligenza artificiale possono spiarci, ma anche per la nostra sicurezza fisica. Pensiamo per esempio a un sensore IoT per l’auto, un suo mancato funzionamento o un suo uso errato potrebbero mettere a repentaglio la nostra incolumità e quella degli altri. Va detto comunque che solitamente gli hacker sfruttano gli oggetti IoT non per colpire un singolo ma per attaccare un’azienda o un ente governativo. Come nel caso di mining malevolo di criptovalute con sensori IoT oppure con attacchi DDoS, fino alla creazione delle botnet.

IoT sotto attacco in tutto il  mondo

Perché gli oggetti Internet of Things sono così tanto presi di mira dagli hacker? La risposta è semplice: perché i loro standard di sicurezza sono minimi. Spesso gli utenti che comprano un oggetto intelligente non cambiano la password di sicurezza che è impostata di default dal produttore uguale per tutti i dispositivi. In questo modo se l’hacker scopre la password pre-impostata avrà pieno accesso al nostro device IoT. Nel 93% dei casi di attacchi malware IoT rilevati da Kaspersky la tecnica usata dai cyber criminali è stata proprio quella del furto di password.

In assoluto i device più usati dagli hacker per generare malware IoT sono stati i router, il 60% dei tentativi d’attacco sono stati registrati da questi dispositivi. Poi troviamo stampanti, a seguire termostati e senosori smart per la casa e incredibilmente anche lavatrici. Le nuove lavatrici connesse a Internet infatti possono essere sfruttate dai cyber criminali. Insomma, prima di comprare un nuovo oggetto smart per la nostra casa ricordiamoci di controllare gli standard di sicurezza per evitare di alimentare gli attacchi informatici degli hacker di tutto il mondo.

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