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Perché le star della musica lasciano Spotify

Su Spotify tira aria di tempesta: da quando sulla piattaforma non si ascolta solo musica sono arrivate anche le polemiche, in questo caso per un podcast no-vax

E anche Joni Mitchel abbandona Spotify. Perché? Per solidarietà a Neil Young sulla questione dei podcast sui vaccini Covid-19. Al centro della querelle tra gli artisti e il colosso svedese della distribuzione audio, c’è il podcast Joe Rogan Experience, che nei suoi audio suggerisce che i giovani sani non si dovrebbero vaccinare contro il COVID-19. La vicenda, spinosissima, si sta rivelando un boomerang per l’immagine del colosso svedese dello streaming musicale.

La questione al centro delle dissociazioni degli artisti è ben riassunta nel messaggio del 24 gennaio 2022 di Young pubblicato sul suo sito ufficiale e intitolato: "In the name of truth", "Nel nome della verità". Secondo il cantautore oggi settantaseienne, e anche secondo la collega di due anni meno giovane Joni Mitchell (entrambi sono due icone del rock anni 70), il business non può sempre giustificare tutto: policy aziendali e informazione non possono andare d’accordo. Almeno sui social. E forse è il primo dei tanti casi che ancora saremo destinati a vedere, di sicuro uno dei primi in cui due artisti di una certa importanza decidono di ritirare la propria musica da una piattaforma di streaming per questioni non musicali, né di diritti d’autore.

Spotify rimuove i brani di Neil Young e Joni Mitchel

Qualche giorno fa Neil Young sul suo sito scrive che a Spotify non possono avere Young e Rogan: devono scegliere uno dei due. La risposta della piattaforma svedese non si è fatta attendere: dopo un paio di giorni ha iniziato a rimuovere i brani di Young.

La strada del dissenso aperta da Neil Young è stata immediatamente condivisa da Joni Mitchell: la cantautrice canadese come Neil Young ha scritto sul suo sito: "Solidarietà a Neil Young e alle comunità scientifiche e mediche mondiali su questo problema. Ho deciso di rimuovere la mia musica da Spotify. Persone irresponsabili stanno diffondendo bugie che costano la vita delle persone". Aggiunge il link a una lettera firmata già da molti professionisti del settore scientifico e sanitario già da metà gennaio.

Chi è Joe Rogan

Opinionista, comico e commentatore per l’MMA Ultimate Fighting Championship, Joe Rogan è un personaggio che nasce con la stand-up comedy. Un provocatore per natura, ironico e scettico. Nel 2020, Spotify ha reso un’esclusiva della piattaforma la Joe Rogan Experience per cento milioni di dollari, e da allora è stata criticata per i commenti potenzialmente fuorvianti di Rogan su COVID-19 e vaccini.

Allo stato attuale, sembra che le policy sui contenuti di Spotify impediscano alla piattaforma di fare qualsiasi cosa per il podcast di Rogan. Uno screenshot di un messaggio interno a Spotify visualizzato anche da The Verge rivela che Spotify ha esaminato numerosi episodi controversi della Joe Rogan Experience e nessuno "ha raggiunto la soglia per la rimozione".

Libertà di opinione e libertà di informazione

Insomma, la questione centrale riguarda la libertà di esprimere la propria opinione contro la libertà di fare corretta informazione. Young e Mitchell però ricordano che su questioni vitali come la salute, l’opinione è subordinata all’informazione e che esprimere un proprio pensiero in dissenso con la corretta informazione vuol dire influenzare milioni di persone verso scelte che possono rivelarsi fatali.

C’è anche da dire che piattaforme come Spotify, che fino a pochi mesi fa trasmettevano solo musica, da quando sono entrate nel nascente (e fiorente, al momento) mercato dei podcast hanno iniziato a doversi confrontare con problemi e polemiche ben diverse da quelle viste e gestite fino ad oggi.

Per ora sulla questione nessuna risposta ufficiale da parte di Spotify, almeno a parole. Perché nei fatti la piattaforma svedese ha deciso di sostenere Rogan e di lasciar andare Young.

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