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SCIENZA

Qualcosa pare stia bollendo sotto la superficie di Marte

Un'area sotterranea di Marte con una intensa attività vulcanica pronta a esplodere: è questa l'ultima scoperta in merito al pianeta rosso

Un colore che, oggi come non mai, calza a pennello. Marte non è affatto un pianeta "tranquillo" come si potrebbe pensare, sotto la sua superficie c’è qualcosa che sta letteralmente bollendo e che non attende altro che esplodere. L’analisi delle informazioni finora raccolte dalle varie sonde non ha lasciato spazio ad alcun dubbio in questo senso, c’è della lava pronta a eruttare.

Non si tratta affatto di un oggetto celeste "morto" come in molti potrebbero immaginare, gli scienziati si sono dovuti ricredere grazie a uno studio scientifico a dir poco rivoluzionario. In pratica, gli astronomi hanno approfondito le scosse telluriche registrate in questa zona dell’Universo, per la precisione quelle relative a decine e decine di terremoti.

Il vulcanismo di Marte

La registrazione è stata possibile grazie a Insight, il progetto della NASA che ha avuto proprio Marte come punto di riferimento principale e che ha permesso di avvicinarsi all’equatore del pianeta rosso. Il sottosuolo di Elysium Planitia, una delle pianure più importanti di questo oggetto celeste, è caratterizzato da un’attività vulcanica non indifferente. Si sta parlando di un’area non visibile che è grande quanto l’intera Europa occidentale, per la precisione con un diametro di ben 4mila chilometri. Questo vuol dire che il vulcanismo attivo è uno dei più intensi in assoluto del sistema solare, secondo soltanto a quello di Venere e della Terra.

Vale comunque la pena ricordare che le ultime eruzioni vulcaniche di Marte in ordine temporale sono quelle verificatesi miliardi di anni fa, tanto è vero che gran parte degli scienziati ha preferito parlare finora di un sottosuolo immobile. Un diametro così vasto ha fatto ipotizzare la presenza del classico "pennacchio", un condotto di roccia che mette in collegamento il mantello del pianeta con la crosta esterna. In questo caso, le temperature sarebbero fino a 300 gradi superiori rispetto al resto del pianeta rosso, senza dimenticare altri dettagli non meno impressionanti.

Le informazioni relative alla cenere di Marte

In effetti, la profondità del pennacchio marziano dovrebbe aggirarsi tra i 25 e i 200 chilometri. C’è la seria possibilità che la crosta esterna si riscaldi progressivamente fino allo scioglimento definitivo e alla conseguente eruzione di lava. Sembra anche che nel sottosuolo di Marte siano presenti diversi depositi della stessa lava, ma perché ci si è ricreduti sul fatto che il vulcanismo sia tanto attivo? Gli scienziati hanno esaminato un deposito di cenere al centro del pennacchio che ha circa 50mila anni, vale a dire un periodo molto breve in termini geologici. Le conseguenze sono facilmente immaginabili.

La regione di Marte a cui si sta facendo riferimento è attiva come non mai, però non è semplice sbilanciarsi con le probabilità. L’eruzione della lava potrebbe avvenire nei prossimi giorni come anche tra un milione di anni che rappresenta comunque un arco temporale corto da questo punto di vista. L’attività vulcanica sarebbe però molto diversa rispetto a quella a cui siamo abituati sulla Terra, sia per quel che riguarda le placche tettoniche che per l’eruzione vera e propria. Qualcosa bolle nella "pentola" marziana, ma prima che avvenga qualcosa di concreto si potrebbe attendere ancora a lungo.

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