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Signal contro WhatsApp: il confronto e le differenze

Signal e WhatsApp sono due app di messaggistica simili, ma con alcune differenze. Ecco quali sono e come funzionano

Il dominio di WhatsApp nel settore delle applicazioni di messaggistica è praticamente incontrastato: l’app acquistata da Facebook viene utilizzata da oltre due miliardi di persone e ogni giorno i nuovi utenti aumentano. Negli ultimi anni, però, la concorrenza è pian piano aumentata ed è diventata sempre più agguerrita. Telegram è un’app che oramai conoscono tutti e ce ne sono delle altre un po’ meno utilizzate ma che offrono delle funzionalità molto interessanti. Una di queste è sicuramente Signal.

Con oltre 10 milioni di download sul Google Play Store, Signal è sicuramente un’app per la messaggistica istantanea che negli ultimi anni si è fatta notare soprattutto per una caratteristica molto importante: la sicurezza. Signal, infatti, è stata una delle prime app a utilizzare la crittografia end-to-end per proteggere i messaggi degli utenti (tecnologia che poi è stata ripresa anche da WhatsApp) e che ha implementato i messaggi che si autodistruggono (funzionalità su cui WhatsApp sta lavorando da molto tempo, ma che non si sa quando verrà rilasciata).

Anche se possono sembrare delle app alternative, in realtà WhatsApp e Signal sono complementari e possono essere installate e utilizzate entrambe sui propri dispositivi per restare in contatto con amici e parenti. Ecco quali sono le principali differenze tra Signal e WhatsApp.

Signal vs WhatsApp: quali sono le differenze principali

Come capita per tutte le applicazioni dello stesso settore, anche Signal e WhatsApp hanno delle differenze e allo stesso tempo caratteristiche simili. Se WhatsApp è un’applicazione generalista, che deve accontentare un po’ tutti, Signal ha da sempre puntato su un aspetto molto importante: la sicurezza e la privacy dei suoi utenti.

Il sistema di crittografia end-to-end utilizzato da WhatsApp è lo stesso presente su Signal, che è stata l’app che lo ha utilizzato per prima. Inoltre, sempre su Signal è presente una funzione davvero molto utile: i messaggi che si autodistruggono. Anche WhatsApp sta lavorando su questo strumento, ma lo sviluppo è piuttosto complicato e c’è bisogno di ancora un po’ di tempo. Inoltre, sempre in ambito sicurezza, non è da sottovalutare la possibilità di utilizzare la tastiera in modalità incognito in modo che le parole non vengano salvate nella cronologia dello smartphone.

Rispetto a WhatsApp, inoltre, il codice di Signal è open-source: qualsiasi utente può analizzarlo e scoprire eventuali bug e vulnerabilità. Proprio per questo motivo è più semplice per gli sviluppatori di Signal risolvere eventuali problemi di sicurezza e intervenire immediatamente sul codice.

WhatsApp, però, ha dalla sua due miliardi di utilizzatori e soprattutto un continuo lavoro da parte dei tecnici per migliorare l’applicazione. Non è un caso che almeno una volta alla settimana vengono rilasciate nuove versioni beta dell’app con migliorie, nuovi strumenti e correzioni di eventuali bug. Inoltre, negli ultimi anni l’app è andata incontro alle richieste degli utenti e ha implementato le migliori tecnologie per proteggere e rendere più sicura la piattaforma.

Signal vs  WhatsApp: quale scegliere?

Non esiste la migliore app in assoluto, ma solamente l’app che meglio si adatta alle varie situazioni. Signal e WhatsApp possono convivere benissimo all’interno dello smartphone di una persona e possono essere utilizzate anche nello stesso momento. Se ad esempio si ha l’esigenza di inviare un messaggio che si autoelimina si può utilizzare Signal, se invece si vuole creare un gruppo con tutti i propri amici, l’applicazione migliore resta WhatsApp.

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