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Squalo che nuota nel mare Fonte foto: 123rf
SCIENZA

Uno squalo si aggira nei nostri mari: dove è stato visto in Italia

Uno squalo è stato avvistato mentre nuotava tranquillamente poco lontano da una spiaggia italiana, provocando non poco scompiglio. Ma è davvero pericoloso?

È una delle creature acquatiche che più è entrata nell’immaginario collettivo per via della sua presunta pericolosità, dunque lo squalo avvistato a nuotare seraficamente tra le barche in acque italiane ha immediatamente attirato l’attenzione e, diciamolo pure, ha scatenato un pizzico di panico tra coloro che si trovavano nei dintorni.

Niente di sbagliato, considerando che, in effetti, alcuni esemplari di squali possono essere davvero pericolosi per l’uomo. Tuttavia, quella che ha deciso di fare un giro nelle nostre acque è una creatura molto particolare, che, a conti fatti, non aveva nessun motivo di terrorizzare avventori e bagnanti. Ma cerchiamo di capirci di più.

Squalo in Italia: l’avvistamento a Napoli

Partiamo, innanzitutto, dal luogo dell’avvistamento: lo squalo è stato individuato in un’area marina a ridosso di Castel dell’Ovo, a Napoli, nel quartiere di San Ferdinando. Precisamente, la creatura nuotava tra Borgo Marinari e Borgo Santa Lucia. A rilevarne la presenza è stato uno dei diportisti che frequentano la zona, Gaetano De Luca, che ha per altro avuto la prontezza di riprenderlo con la sua telecamera subacquea.

Lo squalo si muoveva sinuosamente e lentamente, vicino alla superficie, perciò la sua sagoma era ben visibile anche a occhio nudo. La pinna caudale era a pelo d’acqua e chi ha potuto vederlo ha immediatamente compreso che si trattava proprio di un predatore marino. Il video condiviso dal diportista ha poi permesso di scoprire qualcosa di più su di lui: si tratta infatti di uno squalo verdesca, per altro di sesso femminile, che in onore di Borgo Santa Lucia è stato chiamato Luciana.

Squalo verdesca: è pericoloso per l’uomo?

Come abbiamo già accennato, la presenza di questo predatore marino ha portato un po’ di scompiglio nelle acque del napoletano, essendo diffusa la convinzione che gli squali attaccano gli uomini. Ciò che però va tenuto presente è che, proprio come per ogni altro genere animale (compreso quello umano) non tutti gli esemplari sono uguali. Proprio lo squalo verdesca è innocuo, dato che, in realtà, si nutre di calamari, seppie, polpi, aragoste, gamberi, granchi e pesci ossei.

Occasionalmente, lo squalo verdesca può nutrirsi di carcasse di mammiferi marini e, quando e se riescono a predare in superficie, di uccelli marini di piccoli dimensioni. Raramente possono anche nutrirsi di tonni, a patto che caccino in branchi. In generale, pur essendo dotati di una testa appuntita e di una bocca grande, con denti forti e aguzzi, gli squali verdesca non nutrono alcun interesse nei confronti dell’uomo.

Anzi, cercano di starne alla larga: dal 1580 al 2013 si contano solo 13 attacchi all’uomo da parte dei verdesca, per lo più a carico di naufraghi e solo con 4 morti in totale. C’è da dire, però, che alcuni dati risultano confusi poiché molto antichi e non è del tutto certa l’attribuzione alla specie.

La presenza dello squalo verdesca nel Mediterraneo

Occorre inoltre da aggiungere che non è la prima volta che uno squalo verdesca appare in Italia, anzi. Questa piccola specie di squalo  è molto diffusa nel Mar Mediterraneo (e si spinge spesso anche verso l’Adriatico). La sua presenza è sempre poco invasiva, anche perché i banchi preferiscono muoversi e cacciare al largo: la comparsa di un esemplare isolato è sporadica, perché dopo un certo periodo di tempo il pesce si riunisce ai suoi compagni.

Si tratta, per altro, di una specie protetta che negli ultimi anni ha subito un drastico calo, perché viene spesso pescato e, purtroppo, viene anche venduto: la sua carne è infatti commestibile, pur non essendo considerata particolarmente pregiata.

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