assistente vocale Fonte foto: Dani D.G - stock.adobe.com
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Su Spotify sta arrivando un assistente vocale amico della privacy

Dopo tante indiscrezioni e qualche timido tentativo, sembra proprio arrivato il momento di dire "Hey Spotify".

Anche Spotify avrà il suo assistente vocale e sarà amico della privacy. Dopo le voci circolate nell’ultimo mese, la piattaforma dedicata allo streaming audio avrebbe finalmente a disposizione un nuovo asso da tirare fuori dalla manica, pronto ad ascoltare e ad esaudire tutte le richieste musicali dell’utente.

Come scoperto da GSMArena, il primo sito a riportare la notizia, la funzionalità sta pian piano facendo la sua comparsa sui dispositivi degli utenti. Una volta attiva sul proprio device, permetterà di effettuare ricerche all’interno dell’enorme database di Spotify senza dover interagire manualmente con il campo di ricerca. L’applicazione, dunque, aggiunge un ulteriore elemento utile che potrebbe essere sfruttato in tutte quelle situazioni in cui non è consentito o non è possibile utilizzare direttamente lo smartphone, mentre si sta facendo sport, si è alla guida o semplicemente si hanno le mani impegnate, rendendo in questo modo l’intera esperienza di ascolto ancora più fruibile.

Assistente vocale di Spotify, come funziona

Il funzionamento dell’assistente vocale di Spotify sarà estremamente semplice. Infatti, ricalca quanto già visto con gli altri assistenti come Siri, Amazon Alexa o Google Assistant, solo che questa volta l’attenzione sarà completamente focalizzata sui contenuti ospitati sulla piattaforma, dunque principalmente brani musicali, podcast e audiolibri.

Per "risvegliare" l’assistente, sarà sufficiente utilizzare la frase "Hey Spotify"; per funzionare, l’applicazione deve essere aperta e lo schermo sbloccato e acceso. Ciò significa che l’ascolto continuo da parte dell’applicazione avviene esclusivamente se vengono rispettate determinate condizioni che indicano un uso contestuale dell’app.

Come ricordato da Spotify, la privacy resta di importanza fondamentale, anche con la nuova introduzione. Infatti, la piattaforma stessa ha specificato nella privacy policy che le uniche registrazioni vocali che vengono trattenute sono quelle effettuate in caso di pressione del pulsante di ricerca o conseguentemente alla pronuncia della frase di attivazione.

Una volta attivo, l’assistente sarà in grado di registrare la richiesta di ascolto. Che si tratti di un artista specifico, una playlist o un album, così come tutte le altre opzioni disponibili sul servizio, l’aiutante avvierà la ricerca all’interno del database e, individuato il risultato corretto, provvederà ad avviarne la riproduzione.

Ricerca vocale di Spotify, una novità? Non del tutto

Per gli utenti di Spotify Premium non si tratta di una completa novità, visto che la ricerca vocale – senza assistente, però – era già stata introdotta due anni fa, nel 2019. I primi segni della presenza dello smart assistant attivato tramite frase, invece, sono comparsi poco più di un anno fa, nel marzo 2020, all’interno dell’applicazione.

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