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SCIENZA

Un supervulcano sta dando segni di attività: è pronto a esplodere? Che cosa sappiamo

Il supervulcano della California sembra essere in procinto di esplodere: gli scienziati hanno registrato oltre 2.000 scosse di terremoto. Ecco quali sono le previsioni.

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Supervulcano Fonte foto: 123RF

La Caldera della Long Valley, situata in California, cela un supervulcano che ha in potenza la capacità di distruggere interamente la “vicina” città di Los Angeles, seppellendola sotto uno strato di cenere alto quasi un chilometro. Rimasto inattivo per millenni, ora questo gigante dà segni di risveglio che hanno immediatamente suscitato la preoccupazione degli esperti. Che cosa sta succedendo? Ecco le previsioni degli scienziati.

I terremoti attorno alla Long Valley

Proprio mentre i Campi Flegrei sono tornati a tremare, destando l’allarme della popolazione italiana, anche oltreoceano sta succedendo qualcosa di particolare. La Caldera della Long Valley, all’interno della quale si trova uno dei supervulcani più grandi al mondo, sta dando segni di attività dopo secoli di riposo. Siamo in California, tra le montagne orientali della Sierra Nevada, dove ben 767mila anni fa una violenta esplosione ha liberato oltre 650 km cubi di cenere, creando la gigantesca caldera che oggi possiamo vedere.

Negli ultimi anni, la terra attorno al supervulcano ha ricominciato a tremare – e non solo. Dobbiamo prepararci ad una nuova super eruzione, che potrebbe distruggere tutto quello che incontra nel raggio di centinaia di km di distanza? Per capire quello che sta succedendo, un team di geofisici del Caltech ha posizionato dozzine di sismometri in tutta la regione, per individuare anche le scosse di terremoto più leggere. Nel corso di un anno e mezzo, gli esperti sono riusciti a registrarne oltre 2.000, la maggior parte delle quali assolutamente impercettibili per l’uomo.

Un algoritmo ha poi utilizzato tali misurazioni per riportare su mappa tutti gli eventi sismici che si sono verificati. Ne è emerso che lo sciame di terremoti ha avuto inizio nel 2011, per poi placarsi attorno al 2020 – quando la terra si è sollevata, a causa del bradisismo che è tipico di questa caldera. Secondo gli scienziati, due sono le possibilità: o l’attività sismica ha origine dal movimento del magma nel sottosuolo, e quindi il rischio di una futura eruzione è piuttosto elevato, oppure i terremoti sono causati dal processo di raffreddamento del magma.

Le previsioni sul supervulcano della California

Lo studio condotto dai ricercatori del Caltech, pubblicato su Science Advances, ha indagato proprio su queste due possibilità, per capire quale fosse quella più probabile. Gli scienziati hanno così scoperto che la camera magmatica del supervulcano è coperta da uno strato di magma raffreddato e cristallizzato, ormai trasformatosi in roccia, che forma un “coperchio” situato a circa 8 km al di sotto della superficie. Quando lo strato superiore del serbatoio si raffredda, provoca il rilascio di gas volatili sotto forma di bolle, i quali provocano terremoti e deformazioni del terreno. Proprio ciò che sta accadendo in California.

“Non pensiamo che la regione si stia preparando ad un’altra eruzione supervulcanica, ma il processo di raffreddamento potrebbe rilasciare abbastanza gas e liquidi da causare terremoti e piccole eruzioni” – ha affermato Zhongwen Zhan, geofisico del Caltech e autore principale dello studio. A quanto pare, dunque, la caldera si sta calmando anziché prepararsi ad una violenta esplosione. Tuttavia, gli esperti non sono intenzionati a sottovalutare il rischio ancora presente nella zona. Ci sono infatti altre sacche di magma, le quali contengono in totale 1.000 km cubici di lava: potrebbero riempire ben 400 milioni di piscine olimpioniche.

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