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Plasma verso la Terra: in arrivo una tempesta solare a dicembre

Plasma in direzione della Terra: le conseguenze della tempesta solare sul nostro pianeta a partire dal prossimo 17 dicembre

La Terra corre un serio rischio di tempesta solare, che dovrebbe abbattersi sul nostro pianeta esattamente domenica 17 dicembre. Vediamo nel dettaglio perché tutto ciò accadrà e, poi, quali saranno le conseguenze.

Tempesta solare in arrivo

Giovedì 14 dicembre 2023, precisamente alle ore 18.02, è stata verificata un’eruzione solare di caratura molto elevata. Un fenomeno particolarmente violento, in grado di sprigionare un’energia che potremmo paragonare a milioni di bombe atomiche.

Tutto ciò non avrà ovviamente un effetto diretto sulla Terra, ma indiretto certamente. Occorre infatti precisare come parte del materiale espulso è in direzione del nostro pianeta. Tutto ciò si concretizzerà, nella giornata di domenica 17 dicembre, in una forte tempesta solare.

Considerando il livello di eruzione sul Sole verificatasi, però, i primi fenomeni di blackout sono già stati rilevati. Per comprendere la portata dell’evento, si tratta di un brillamento di Classe X, che è la più potente in assoluto. Un fenomeno relativamente raro, che si verifica soltanto a ridosso del picco massimo dell’attività magnetica della nostra stella.

Lo ha spiegato la NASA, che ricorda come ci stiamo dirigendo proprio verso questa fase. Dovrebbe infatti verificarsi tra la fine del 2024 e l’estate del 2025, stando ai modelli previsionali attuali. In tutto il ciclo solare attuale, non è mai stato verificato un bagliore di tale portata, un Classe X 2.8. Nello specifico non si verificava qualcosa del genere dalle tempeste solari di settembre 2017.

Le conseguenze della tempesta solare

A osservare il brillamento è stato il Solar Dynamics Observatory della NASA. Viene mostrata la proiezione di un enorme alone bianco. Ciò evidenzia come il brillamento sia stato accompagnato da un’espulsione di massa coronale. Ciò vuol dire che è stato espulso del materiale dalla corona, ovvero lo strato più esterno dell’atmosfera della stella.

I calcoli effettuati sostengono che il flusso di plasma espulso dal Sole potrebbe viaggiare in maniera estremamente rapida, superiore a 2.100 chilometri al secondo. L’alone in sé non era diretto verso la Terra, fortuna per noi, ma una parte del vento solare pare volgere lo sguardo verso il pianeta blu che abitiamo. Ciò che accadrà domenica 17 sarà presumibilmente una tempesta geotermica di Classe G2 o G3, tra il moderato e il forte.

In questa specifica fase, molto delicata, il Sole vanta numerose zone più scure e fredde. Si generano perché i campi magnetici intrappolano il calore nella sezione più interna della stella. A scatenare il tutto è stata la riconnessione delle linee del campo magnetico, in connessione con la macchia solare AR3514.

Quando ciò si verifica, a causa della natura estremamente dinamica di tali fenomeni, si innescano delle eruzioni solari, con espulsioni di materiale coronale. Riportiamo di seguito le problematiche cui andremo incontro:

  • disturbi di navigazione satellitare;
  • disturbi per le comunicazioni radio;
  • alterazione del comportamento migratorio degli animali;
  • possibili problematiche di tensione della rete elettrica.

Quando evidenziato riguarda le tempeste solari fino a G3. Qualcosa di gestibile, a differenza delle problematiche che scatenerebbe una tempesta geomagnetica di Classe G5. Potrebbero infatti verificarsi dei danni a dir poco catastrofici alle reti elettriche internazionali. Lo stesso dicasi per internet. Secondo gli esperti, purtroppo, questo scenario non è nel raggio delle possibilità, bensì delle certezze. L’unico dubbio è rappresentato dalla data.

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