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Trovato l'insediamento più antico del mondo: un nuovo studio cambia tutto

Edifici ritrovati nel mezzo della taiga siberiana hanno rivelato qualcosa di inaspettato: lì si trova l'insediamento più antico che il mondo conosca.

Scoperto l'insediamento più antico di sempre in Siberia Fonte foto: 123RF

La narrazione archeologica tradizionalmente diffusa associa la complessità sociale e politica all’emergere delle prime società agricole. Eppure un nuovo studio pubblicato sulla rivista Antiquity sembra ribaltare del tutto questa visione: già le popolazioni di cacciatori-raccoglitori che occupavano la taiga siberiana 8.000 anni fa costruirono alcuni tra i siti fortificati più antichi del mondo. Siamo ad Amnya nella Siberia occidentale, luogo che rimette tutto in discussione.

Amnya, l’insediamento più antico conosciuto al mondo

Migliaia di anni prima che gli antichi popoli dell’Eurasia centrale imparassero a coltivare la terra, alcuni gruppi di cacciatori-raccoglitori costruivano già i primi insediamenti permanenti e fortificati. E no, non è un fatto così scontato. Tradizionalmente ci viene spiegato che i primi esempi di nuclei sociali e stanziali siano emersi a partire dalle prime società agricole, non da cacciatori e raccoglitori considerati non in grado di “pensare in grande”, in termini di insediamento e ampliamento.

In parole povere, la narrazione archeologica ha sempre posto l’agricoltura come prerequisito essenziale affinché le società potessero stabilirsi e successivamente evolversi. Il nuovo studio pubblicato su Antiquity, però, ci offre un quadro ben diverso conseguente alle recenti scoperte nel sito archeologico di Amnya, nella Siberia occidentale.

Le rovine di Amnya vengono studiate ormai dal 1987 ma è soltanto grazie alle recenti tecnologie che gli esperti hanno potuto datare (al radiocarbonio) queste antiche fortificazioni. I risultati sono inequivocabili: risalgono a circa 8.000 anni fa, sono raffinate e disposte in modo strategico, con tanto di fossati per delimitarne e proteggerne i confini. Questi elementi dimostrano senza alcun dubbio che nella gelida taiga siberiana esistevano degli insediamenti ben prima dello sviluppo delle prime società agricole. Non è chiaro se gli edifici ritrovati ad Amnya fossero abitati o difesi tutto l’anno, ma certamente per alcune stagioni erano usati come luogo di insediamento da parte di cacciatori-raccoglitori.

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I gruppi di cacciatori-raccoglitori della gelida Siberia

I primi gruppi di cacciatori-raccoglitori non erano poi così sprovveduti come si vien portati a credere. Non solo le comunità agricole dell’Età della Pietra sono state in grado di costruire insediamenti permanenti e fortificati: “I nostri nuovi esami paleobotanici e stratigrafici rivelano che gli abitanti della Siberia occidentale conducevano uno stile di vita sofisticato basato sulle abbondanti risorse dell’ambiente della taiga”, ha affermato l’archeologa Tanja Schreiber dell’Istituto di archeologia preistorica di Berlino.

Si ritiene che intorno al 6.000 a.C. la taiga siberiana nei pressi di Amnya fosse un luogo ben diverso rispetto a quello odierno, con grandi branchi di alci e renne e un fiume ricco di pesci come lucci e salmonidi. Non era affatto un luogo inospitale, perciò non è difficile credere che i gruppi di cacciatori-raccoglitori vi abbiano posto le basi per costruire edifici e strutture volti a proteggere sé stessi ma anche le provviste. Senza contare che oltre a questi edifici volti alla “conservazione” ne sono stati trovati altri del tutto aderenti a strutture di tipo rituale.

Attualmente sono in corso ulteriori lavori presso il sito. Di certo, però, la nozione tradizionale di cacciatore-raccoglitore che persiste in molti testi accademici potrebbe presto aver bisogno di una seria revisione.