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Tutte le curiosità sul reality show di Squid Game

I soldi caduti dal salvadanaio erano veri? Come hanno vissuto i concorrenti? Cosa mangiavano? Ecco le curiosità da conoscere su Squid Game: La sfida

squid-game-reality-show Fonte foto: Netflix/X

Le polemiche non sono mancate prima dell’uscita di Squid Game: La sfida, il reality show con montepremi record ispirato alla celebre serie tv sudcoreana. E non mancano nemmeno ora che lo show è disponibile su Netflix da alcuni giorni. Alcune testate hanno infatti riportato la notizia secondo cui almeno due concorrenti del reality show avrebbero fatto causa a Netflix per lesioni e danni nervosi causati da condizioni sanitarie e standard di sicurezza sul set. Già mesi fa la produzione aveva rigettato accuse analoghe: si vedrà se queste presunte querele sono reali e, nel caso, se avranno seguito. Intanto, Netflix ha condiviso varie curiosità interessanti sullo show e sul suo “dietro le quinte”.

Reality show di Squid Game: i giochi

In Squid Game: La Sfida (Squid Game: The Challenge è il titolo originale) c’è stata una evidente cura per i dettagli. Ad esempio, prima delle riprese le persone che hanno interpretato le guardie hanno seguito delle lezioni per imparare come muoversi, come stare ferme, eccetera: un aspetto fondamentale per ricreare la stessa atmosfera della serie tv.

Poi, tutti i partecipanti in alcuni giochi avevano sotto la maglia un sacchetto contenente dell’inchiostro che, in caso di eliminazione, veniva fatto esplodere. Un dettaglio, questo, su cui si è lavorato più di quanto si potrebbe pensare. Inizialmente, infatti, a causa di alcuni detergenti usati sui vestiti (che sono poi stati modificati), l’inchiostro non risultava abbastanza visibile sul tessuto.

Anche il gioco Dalgona ha richiesto più di una prova, prima della sfida ufficiale: Netflix ha spiegato che è stato necessario modificare la ricetta del dolce 19 volte prima di trovarne una che garantisse un risultato adeguato.

La vita dei concorrenti di Squid Game: La sfida

I concorrenti non hanno potuto portare con sé nessun oggetto personale: la produzione ha dato loro un marsupio per conservare il necessario per l’igiene personale, una maglietta e una tuta. Chi passava il turno riceveva una seconda tuta, mentre le magliette venivano costantemente lavate in un apposito reparto.

L’esperienza di gioco è stata resa il più immersiva e realistica possibile: ad esempio, ai partecipanti è stato chiesto di pelare delle patate mentre gli addetti facevano i letti e pulivano il dormitorio. I concorrenti inoltre hanno ricevuto pasti simili a quelli della serie tv Netflix: non necessariamente squisiti, ma bilanciati dal punto di vista nutrizionale. Ma no, nessun concorrente è rimasto senza cibo!

Squid Game: La sfida, come si sono svolte le riprese

I numeri sono stati assegnati in modo casuale, anche se Netflix ha specificato di aver fatto in modo che il concorrente più anziano non ricevesse il numero 001. Prevedere con certezza quanti giocatori avrebbero superato le prime sfide non era possibile, ma la produzione ha fatto affidamento su alcuni test per farsene un’idea approssimativa e organizzare il reality di conseguenza, cioè facendo in modo che il numero di partecipanti probabilmente in grado di proseguire la sfida dopo il primo gioco non fosse troppo alto.

Le riprese iniziavano intorno alle 7-8 e terminavano alle 23. Molte telecamere erano nascoste (ad esempio dietro gli specchi o in cima ai letti a castello) così da poter registrare conversazioni significative o “segrete”. Nel solo dormitorio c’erano circa 60-70 videocamere, di cui una decina rimanevano accese anche di notte per ragioni di sicurezza.

I concorrenti erano a conoscenza del fatto che non sarebbero stati tollerati comportamenti minacciosi o violenti: va bene il realismo del gioco, insomma, ma senza dimenticare sicurezza e buonsenso.

Squid Game: La sfida, i soldi erano veri?

Il montepremi di Squid Game: La sfida era reale, ma i soldi caduti dal salvadanaio erano finti. Per ragioni di sicurezza, cioè per evitare che venissero usate illecitamente, anche le banconote finte sono state però tenute sotto controllo.