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Un robot di Tesla ha davvero "attaccato" un umano?

Il fatto è accaduto due anni fa all'interno della Gigafactory Tesla di Austin, in Texas, ma il modo in cui è stato raccontato non è certamente un esempio di buon giornalismo

robot kuka Fonte foto: Kuka Robotics

Sta facendo molto discutere la notizia, che circola da un paio di giorni, che un robot avrebbe “attaccato” un dipendente di Tesla all’interno della Gigafactory di Austin, in Texas. Notizia che, tra l’altro, ha fatto letteralmente infuriare Elon Musk che ha definito “vergognoso” che un giornale abbia riportato i fatti in tal modo.

Il giornale in questione è il tabloid scandalistico Daily Mail, già ben noto per la poca affidabilità di molti suoi giornalisti e per una linea editoriale decisamente clickbait e che, alla luce di come sono andati i fatti e di come sono stati raccontati, sembra essersi davvero superato.

Una “striscia di sangue”

Come spesso accade per gli articoli del Daily Mail, il pezzo è tutto titolo:

Tesla robot ATTACKS an engineer at company’s Texas factory during violent malfunction – leaving ‘trail of blood’ and forcing workers to hit emergency shutdown button.

Che, tradotto in italiano, vuol dire:

Il robot Tesla ATTACCA un ingegnere presso la fabbrica dell’azienda in Texas durante un violento malfunzionamento, lasciando una “scia di sangue” e costringendo i lavoratori a premere il pulsante di arresto di emergenza.

L’articolo è stato pubblicato, originariamente, il 26 dicembre 2023 con un collage fotografico in cui si vedono Elon Musk col cappello nero da cowboy, sulla sinistra, e i robot umanoidi Tesla Optimus, sulla destra. Successivamente, il 28 dicembre, la foto è stata rimossa e l’articolo è stato modificato.

Come sono andati realmente i fatti

Leggendo l’articolo e non solo il titolo (cosa che, come è noto, fanno in pochissimi), si scopre che le cose sono andate in modo molto diverso da come potrebbe sembrare.

Il grosso problema del pezzo del Daily Mail, infatti, è la parola “ATTACKS” che vuol dire, appunto, “attaccare” e lascia pensare ad un gesto volontario da parte di una macchina dotata di capacità di scelta, per quanto non per forza libera.

Ma non è stato affatto così: ad “attaccare” l’ingegnere di Tesla è stato un braccio robotico prodotto da Kuka Robotics, azienda tedesca tra i leader mondiali dell’automazione industriale. Nella foto d’apertura alcuni di questi robot, in arancione.

Il braccio in questione è presente in moltissime fabbriche moderne, non è un prodotto di Tesla e non è nemmeno in grado di prendere delle decisioni su cosa fare o come muoversi: viene semplicemente programmato per fare dei movimenti prestabiliti, ad esempio prendere un pezzo dell’automobile, portarlo a contatto con un altro pezzo ed eseguire una saldatura tra i due pezzi.

L’ingegnere di Tesla è stato ferito mentre ispezionava il braccio robotico, che credeva fosse spento. Ma non lo era affatto, motivo per cui ha continuato ad eseguire i movimenti programmati investendo e ferendo l’umano che si trovava nel mezzo.

Si è trattato, dunque, di un normale incidente sul lavoro (anche se gli incidenti sul lavoro “normali” non dovrebbero esserlo affatto) e non è nemmeno da escludere che l’incidente possa essere stato causato da un errore umano.

Il tutto, infine, è avvenuto ben due anni fa.

Musk infuriato

Il commento di Elon Musk su X è spietato: il CEO di Tesla, e di X, ha infatti affermato che

E’ davvero vergognoso che i media tirino fuori un infortunio di due anni fa dovuto a un semplice braccio robotico industriale Kuka (presente in tutte le fabbriche) e ora insinuino che sia dovuto a Optimus.

Per una volta sembrerebbe proprio che Musk abbia ragione su tutti i fronti: nessun robot ha “attaccato” nessun dipendente di Tesla e, soprattutto, il robot in questione non ha nulla a che fare con Tesla Optimus, una macchina ancora poco più che prototipo e che Tesla non sta utilizzando nei suoi stabilimenti produttivi.