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Sta succedendo qualcosa al vento, sta cambiando (e non è un buon segno): l’allarme

Gli uragani stanno diventando sempre più violenti, e lo fanno in un tempo sempre più rapido: gli esperti lanciano l'allarme, ecco cosa sta succedendo.

Solo qualche giorno fa, l’ennesima emergenza: l’uragano Ian, nato dalle acque dell’Oceano Atlantico come semplice tempesta tropicale, si è avvicinato pericolosamente alle coste della Florida, aumentando rapidamente di intensità. Poco dopo, l’incredibile potenza di questa perturbazione si è abbattuta sul Paese, provocando decine di vittime e danni incalcolabili. Questa è, purtroppo, solo l’ultima tragedia causata da un uragano. Negli anni, infatti, i venti sono cambiati e stanno dando vita a fenomeni sempre più violenti. Ma cosa sta succedendo? La risposta va cercata negli oceani (e nel riscaldamento globale).

Gli uragani sono sempre più violenti: l’allarme

Se nelle scorse settimane l’Europa (e persino l’Italia) ha vissuto da vicino la preoccupazione per le possibili conseguenze dell’uragano Danielle, che per fortuna ha perso di potenza avvicinandosi al continente ed è stato declassato a semplice tempesta tropicale, con l’uragano Ian le cose sono andate diversamente. Le immagini satellitari di quell’enorme perturbazione sono sconvolgenti: guadagnando d’intensità, ha colpito la Florida con venti che hanno raggiunto i 250 km/h, provocando morte e devastazione.

Come è stato possibile, per una tempesta tropicale, raggiungere una violenza così grande e distruttiva? E, soprattutto, come può tutto ciò essere accaduto così rapidamente? È questo l’allarme degli scienziati: il cambiamento climatico e il riscaldamento degli oceani stanno mostrando le loro drammatiche conseguenze, rendendo possibile, per una semplice perturbazione a bassa intensità, trasformarsi in uragano di categoria 3 (o superiore) in appena 24 ore. Impedendo, tra le altre cose, alla popolazione di mettersi in salvo per tempo, con tutti i rischi del caso.

Perché le perturbazioni guadagnano potenza così velocemente

Gli uragani nascono dagli oceani, e l’aumento delle temperature delle loro acque è la prima causa della violenza inaudita delle perturbazioni degli ultimi anni. Diversi studi hanno dimostrato che oltre il 90% del calore in eccesso provocato dal riscaldamento globale viene assorbito dagli oceani, le cui temperature stanno subendo un incremento medio di pochi centesimi di grado ogni dieci anni. Può sembrare un’inezia, ma occorre pensare che scaldare le vastità oceaniche anche solo così poco richiede uno sforzo immane e una quantità di calore assorbita dall’acqua davvero enorme.

Come abbiamo visto, gli uragani nascono proprio nell’oceano: più le sue acque sono calde, più energia riescono a trarne. E davanti a temperature superficiali da record come quelle degli ultimi anni, le perturbazioni vedono aumentare la velocità massima che i loro venti possono raggiungere. In poche parole: ci sono sempre più possibilità che, con l’aumentare delle temperature oceaniche, gli uragani diventino sempre più violenti, per poi scaricare tutta l’energia accumulata sulla terraferma, provocando danni immensi.

Inoltre, i cambiamenti climatici sono responsabili anche della rapidità con cui le perturbazioni si intensificano. Ovvero, i loro venti aumentano la loro velocità di almeno 55 km/h in meno di 24 ore. Secondo gli esperti, se negli anni ’80 la probabilità che un uragano subisse una rapida intensificazione era dell’1%, oggi si attesta attorno al 5%. Questo è un serio problema: diminuisce in maniera drastica il tempo per lanciare l’allarme e per potersi preparare all’impatto con la tempesta, rischiando che sempre più persone rimangano vittime dei venti forti e delle alluvioni causate dagli uragani.

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