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WhatsApp non è sicuro: la dura accusa del papà di Telegram

Secondo il creatore di Telegram, dietro i continui bug di WhatsApp si nasconderebbe una volontà ben precisa. Critiche alla protezioni dei dati degli utenti

22 Novembre 2019 - Nuovo attacco a WhatsApp da parte di Pavel Durov, CEO di Telegram, che questa volta critica l’app di messaggistica istantanea più usata al mondo per la sua scarsa sicurezza. In passato Telegram aveva preso in giro WhatsApp anche per le scarse dimensioni massime degli allegati che è possibile inviare con il servizio di casa Facebook.

Durov adesso fa riferimento alle numerose backdoor scoperte negli ultimi tempi su WhatsApp, che permettono ad hacker (ma anche a enti pubblici che ci vogliono spiare) di avere accesso a tutti i nostri dati. L’ultimo esempio è la vulnerabilità che permette ad un hacker di entrare nel nostro smartphone semplicemente mandandoci un video in formato Mp4. Un altro esempio è la possibilità di violare WhatsApp con una Gif. Ma nelle parole di Durov non c’è solo una critica tecnica a WhatsApp, ma anche una “politica” al gruppo Facebook che, per scelta ben precisa, secondo Durov non avrebbe alcuna intenzione di proteggere realmente i dati dei suoi utenti.

Cosa dice Durov contro WhatsApp

Pavel Durov non usa mezzi termini per descrivere WhatsApp, e picchia duro: “WhatsApp non solo non protegge i tuoi messaggi: questa app viene costantemente utilizzata come cavallo di Troia per spiare le tue foto e i tuoi messaggi non WhatsApp. Perché dovrebbero farlo? Facebook ha fatto parte dei programmi di sorveglianza molto prima di acquisire WhatsApp. È ingenuo pensare che la società abbia cambiato le sue politiche dopo l’acquisizione di WhatsApp“. Durov fa riferimento, con tanto di link in nota, al famigerato programma PRISM della National Security Agency degli Stati Uniti, che permetterebbe agli 007 americani di avere accesso diretto ai server di Google, Yahoo, Facebook, Microsoft, Apple e altri big del Web.

Errare è umano, perseverare è diabolico

Poi Durov torna a parlare dei problemi tecnici, delle falle alla sicurezza, e offre una interpretazione dei fatti che fa molto riflettere: “E’ molto improbabile che qualcuno possa commettere, con questa frequenza, grandi errori in merito alla sicurezza che sono sempre a favore della sorveglianza“. Secondo il CEO di Telegram, quindi, tutte queste falle alla sicurezza di WhatsApp sarebbero quasi volute da Facebook e non sarebbero un caso. Per questo Durov ripete per l’ennesima volta: “A meno che non vi stia bene che tutte le vostre foto e messaggi un giorno diventino pubblici, dovreste eliminare WhatsApp dal vostro telefono“.

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