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30 app per le foto che rubano i nostri dati: ecco quali sono

Una società statunitense ha analizzato le 30 app per rendere più belli i selfie, scoprendo che molte tracciano le nostre attività e installano malware

16 Gennaio 2020 - Dalla Lituania l’azienda di ricerche di mercato CyberNews lancia l’allarme: non installate le app di beauty camera. Quelle app, cioè, tramite le quali è possibile farsi dei selfie e modificare poi la foto per apparire più belli. App che, molto spesso, sono realmente pericolose e che, per di più, sono usate soprattutto dai giovanissimi, spesso minorenni.

CyberNews ha analizzato le prime trenta app che appaiono su Google Play se cerchiamo “beauty camera“. Di queste app sono stati controllati i permessi richiesti, gli sviluppatori e la loro affidabilità, eventuali malware, spyware, adware o altre vulnerabilità già scoperte da qualche società di sicurezza informatica. Il risultato di questa indagine è sconcertante: le prime 30 app di beauty camera sono state scaricate 1,39 miliardi di volte e sono tutte, qualcuna più qualcuna meno, pericolose. E, per finire, quello delle app di beauty camera è un affare soprattutto cinese perché dietro queste app ci sono sempre le stesse aziende e gli stessi server in Cina.

Permessi, virus e porno

Tra i rischi scoperti da CyberNews in queste app c’è veramente di tutto. Una di esse accede alla fotocamera senza neanche chiederlo, tutte le altre richiedono fino a 7 permessi virtualmente pericolosi (5 in media) e non realmente necessari per gli scopi dichiarati dall’app, come la posizione rilevata dal GPS, la registrazione dell’audio e l’accesso ai dati degli utenti. Una app di permessi ne chiede addirittura 40.

Ma non solo: alcune di queste app installano malware di vario tipo sui dispositivi e una, chiamata “Beauty Makeup, Selfie Camera Effects, Photo Editor“, invia addirittura materiale pornografico agli utenti. La più scaricata di tutte (300 milioni di download) è “BeautyPlus – Easy Photo Editor & Selfie Camera” del notissimo sviluppatore cinese Meitu (che ha collaborato persino con Xiaomi alla realizzazione dello smartphone “teen-oriented” Mi CC9). Questa app raccoglie tonnellate di dati dai dispositivi sui quali è installata e li invia ai suoi server in Cina.

Un affare cinese

E proprio in Cina hanno sede ben 16 degli sviluppatori di queste 30 app e molto spesso, dietro nomi di sviluppatori diversi, si nasconde lo stesso gruppo. Tutte le app degli sviluppatori Coocent, KX Camera Team e Dreams Room, ad esempio, hanno una privacy policy ospitata sullo stesso dominio Web: aliyuncs.com, ospitato su server di Alibaba Cloud Computing.

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