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PMI E INDUSTRIA 4.0

Big Data e privacy, 6 azioni da compiere prima del 2018

Le aziende che lavorano con i Big Data sono chiamate a rispondere ad alcune sfide prima dell’attuazione del Regolamento generale sulla protezione dei dati

3 Ottobre 2017 - La violazione dei dati al momento rappresenta una delle sfide più importanti da vincere per le PMI. Gli hacker sono sempre più interessati alle informazioni delle aziende e le imprese stesse non possono fare a meno di usare i Big Data per crescere e venire incontro alle richieste dei clienti.

Per evitare delle perdite di dati, dei problemi con la privacy dei clienti e dei pessimi ritorni d’immagine diventa fondamentale per le PMI salvaguardare e gestire alla perfezione i propri Big Data. Non è un caso che al giorno d’oggi le informazioni in arrivo dai vari sensori e dai vari strumenti d’analisi dati siano considerate dalle aziende come dei veri e propri asset. Per le imprese che intendono avvalersi dei privilegi dei Big Data però ci sono sei azioni da compiere prima dell’arrivo del 2018. Questo per garantire privacy ai propri clienti e per evitare di finire nelle mani di un cyber criminale.

Attenzione allo standard di sicurezza cloud

Usare dei fornitori esterni per la gestione in cloud dei propri Big Data è un’azione consigliata. Lo è meno accettare le condizioni di sicurezza dettate dai fornitori. Per un’azienda è necessario comunicare con la società che fornisce il servizio cloud per trovare la soluzione più adatta alle proprie esigenze. Se le pratiche sulla privacy di un determinato fornitore non ci piacciono cambiamo semplicemente fornitore. I livelli di protezione e sicurezza dei fornitori dovrebbero essere controllati dalle imprese su base annua.

Cloud privati

La maggior parte dei fornitori di servizi cloud offrono anche dei servizi privati. Si tratta di una soluzione più cara per la PMI ma molto più sicura. E inoltre in un cloud privato la nostra mole d’informazioni è separata da quella di altre aziende.

Rendere anonimi i dati

Per proteggere la privacy dei tuoi clienti e continuare ad eseguire un’analisi critica delle tendenze è necessario rendere anonimi i dati in entrata. Per riuscirci potremo usare la crittografia. Oppure possiamo oscurare i dati rendendoli privi di riferimenti alle persone.

Gestione dei dati in azienda

Per la gestione, l’archiviazione e la lavorazione con i Big Data è necessario assumere delle figure professionali che si occuperanno della messa in sicurezza e della catalogazione dei dati in nostro possesso. E potrebbero anche consigliarci quali dati vendere ad altre aziende perché ormai inutili per i nostri processi produttivi. È importante che dei professionisti IT, meglio se esterni all’impresa, monitorino su base mensile il lavoro svolto da questo team in maniera tale da verificare se gli standard di sicurezza e privacy siano stati rispettati.

Adeguarsi al GDPR

Se operiamo in campo nazionale ed europeo sarà fondamentale adeguarsi il prima possibile al Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) dell’Unione europea. Le norme entreranno in vigore a partire dal maggio 2018. E le ammende per chi non rispetta queste linee guida sono molto pesanti, fino al 4% del fatturato annuo.

Formare il personale

Attenzione alle tecniche di ingegneria sociale. Spesso le imprese difendono bene i propri Big Data ma un allegato maligno di una campagna di phishing aperto da un dipendente può mandare all’aria mesi o anni di lavoro. Per questo va formato il personale in materia di cybersecurity. In modo che riconosca ogni eventuale minaccia.

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