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SCIENZA

Mai così caldo in Africa, a causa della crisi climatica sfiorati i 49 gradi

Sono mesi difficili per il continente africano, che ha raggiunto le temperature più alte di sempre: in Mali si è arrivati a sfiorare 49°C.

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L’Africa da sempre è stata sinonimo di “caldo”, ma anche il grande continente sta subendo gli effetti della crisi climatica. Dal mese di marzo sono state registrate temperature record con valori che mai prima d’ora si erano visti. In ultimo la preoccupante temperatura a Kayes, nell’ovest del Mali, dove all’inizio di aprile avrebbe raggiunto i 48,5°C.

Anche in Africa è caldo record

Sembra assurdo parlare di caldo record nel continente africano, ma anche lì si stanno registrando temperature che mai erano state così alte. Si tratta di dati rilevati già a partire dallo scorso marzo e che hanno superato ogni possibile record precedente, notizia affatto positiva ed evidente campanello d’allarme della crisi climatica che non sta risparmiando nessun luogo (lo abbiamo visto con il gennaio più caldo di sempre e con le temperature registrate a Bologna, tanto per fare due esempi).

Sapevamo che il 2024 sarebbe stato un anno “rovente”, ma l’Africa ha superato ogni aspettativa. Dati alla mano, nella città di Garoua in Camerun si sono raggiunti i 45,5°C mentre in Ghana si sono toccati i 43,8°C, sempre nel mese di marzo. Altre temperature da record sono state registrate nella Capitale del Burkina Faso, la città di Ouagadougou, che ha raggiunto 44,1°C, nel Niger con temperature salite fino a 45°C ma anche in Namibia, Sudafrica, Botswana, Zambia. Nessuna regione è stata risparmiata dall’innalzamento vertiginoso delle temperature.

Anche le isole africane hanno sfiorato valori record come nel caso della Mauritius, dove si è giunti a 35,1°C durante il giorno con una minima di 27,5°C durante la notte, la più calda della storia.

A Kayes in Mali raggiunti quasi 49°C

“I record sono stati battuti in quasi ogni Paese dell’Africa, da nord a sud e da ovest ad est. Non è mai successa una cosa simile in nessuna parte del mondo nella storia climatica dei nostri giorni”, ha affermato il climatologo Maximiliano Herrera. Gli esperti ritengono che questo vertiginoso innalzamento delle temperature in Africa, da nord a sud, sia dovuto essenzialmente alla combinazione di due fattori. Da una parte è ancora visibile l’effetto di El Niño mentre dall’altra quella dell’aumento delle temperature dell’atmosfera terrestre, che hanno già superato abbondantemente la soglia critica.

Ma se le temperature registrate nel mese di marzo erano preoccupanti, quelle in Mali ad aprile hanno lasciato tutti senza parole. Alla città di Kayes spetta il record (negativo), avendo raggiunto ben 48,5°C lo scorso 5 aprile. Per Kayes si tratta del periodo più caldo dell’anno ma mai prima d’ora il termometro aveva segnato un simile valore. La situazione è evidentemente preoccupante e non a caso le autorità locali hanno deciso di correre ai ripari, per quanto possibile, riducendo ad esempio le ore obbligatorie di studio e lavoro e raccomandando di evitare di svolgere attività fisiche (specialmente quelle pesanti) durante il giorno. La notte non è da meno, con temperature che non riescono attualmente a scendere al di sotto dei 30°C, impedendo agli abitanti di trovare anche solo un minimo di sollievo dalle torride ore diurne.

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