click-to-pray Fonte foto: Click to Pray
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Click to Pray, l’applicazione per pregare con il Papa

Click to Pray arriva anche in Italia e permetterà a migliaia di giovani fedeli di pregare insieme ad altre persone sparse in tutto il mondo

7 Marzo 2018 - Presente in 21 Nazioni in tutto il mondo con oltre 900.000 fedeli che la utilizzano ogni giorno, l’applicazione Click to Pray sviluppata dalla Rete mondiale di preghiera del Papa arriva anche in Italia. Dopo l’inglese, il francese, lo spagnolo, il portoghese e il tedesco tra le lingue supportate c’è anche l’italiano.

Per i fedeli del Bel Paese, soprattutto i più giovani, è un nuovo modo per pregare insieme ad altre persone in tutto il mondo. Sarà possibile condividere le proprie preghiere e ottenere il supporto di una community di quasi un milione di persone. L’arrivo in Italia era molto atteso dalle giovani generazioni di fedeli che già utilizzavano l’applicazione in una delle lingue supportate. Ma Click to Pray è molto più di una semplice applicazione per pregare, è una vera e propria piattaforma social dove poter scoprire dalla bacheca attiva 24 ore su 24 chi sta pregando in un preciso momento.

Come funziona Click to Pray

L’applicazione è disponibile gratuitamente sul Google Play Store e sull’App Store ed è stata promossa dalla Rete mondiale di preghiera del Papa, un network attivo da oltre cento anni e che promuove le preghiere per la Chiesa e per il Papa. L’applicazione è stata presentata anche a Papa Bergoglio nel 2015 che ha dato il suo benestare affinché Click to Pray fosse diffusa in tutto il Mondo. Click to Pray ha un sistema di funzionamento molto semplice: ogni giorno ci sono tre momenti di preghiera che possono essere condivisi con tutti gli altri utenti dell’app tramite la bacheca attiva 24 ore su 24. Inoltre, ogni mese di preghiera è dedicato a un argomento differente che segue i video di preghiera per le intenzioni del Pontefice. A gennaio si è pregato per la libertà religiosa, in particolare per le minoranze religiosa in Asia, a febbraio contro la corruzione. A marzo, invece, il tema sarà lo discernimento spirituale.

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