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Clubhouse, Federconsumatori segnala l'app a Garante Privacy, AGCM e AGCOM

Nuove critiche contro Clubhouse e la sua gestione della privacy e dei dati personali degli utenti: questa volta ad avanzarle è una associazione di tutela dei consumatori.

Da tutti su Clubhouse a tutti contro Clubhouse: il nuovo social basato sulla voce, che recentemente ha attirato nell’attenzione anche di Elon Musk e Mark Zuckerberg (e il fondatore di Facebook starebbe pensando anche ad un clone), nell’ultima settimana ha attirato anche quella del Garante italiano per la Privacy e, notizia di oggi, anche di Federconsumatori che ha annunciato di aver segnalato Clubhouse al Garante Privacy, all’Autorità per la Concorrenza del Mercato (AGCM) e all’Autorità per le Comunicazioni (AGCOM).

Secondo Federconsumatori, infatti, la gestione della privacy e l’utilizzo dei dati degli utenti da parte di Clubhouse sarebbero troppo lontani da quanto prescrive la legge italiana, modellata sul regolamento europeo GDPR. Tanti i punti, secondo l’associazione di tutela dei consumatori, che non vanno: a partire dall’informativa sulla privacy, per poi passare al trattamento (e forse cessione a terzi) dei dati degli utenti. Grandissimi dubbi, inoltre, sulla possibilità che Clubhouse registri le conversazioni audio dei suoi utenti e, infine, sui metodi con i quali il social verificherebbe l’età di chi si iscrive. Un tema, quest’ultimo, caldissimo dopo i tragici fatti di Palermo dove una bambina di appena 10 anni è morta a causa di una TikTok Challenge.

Clubhouse: le critiche di Federconsumatori

Entrando nel dettaglio, secondo Federconsumatori “l’informativa sulla privacy non prende minimamente in considerazione i diritti dei cittadini europei“, ma permette a tutti di iscriversi. Inoltre, secondo l’associazione, “nulla viene disposto e comunicato relativamente alle modalità con cui i dati vengono trattati e trasferiti negli USA, né se Clubhouse abbia adottato le garanzie previste dalle generali clausole contrattuali approvate dalla Commissione UE“.

Ma il timore più grande di Federconsumatori sembra essere un altro: “la registrazione "temporanea" delle conversazioni ogniqualvolta viene riportata una violazione dei termini di servizio da un utente durante lo streaming, mantenuta poi per un tempo indefinito dall’app per ragioni commerciali o legali“. Che fine fanno tali registrazioni?

Per quanto riguarda l’età degli utenti, invece, “la piattaforma non sembra aver messo in campo iniziative concrete per accertarla: l’app è rivolta solamente ai maggiorenni, ma non ci risulta che Clubhouse abbia implementato specifici meccanismi di verifica dell’età minima“.

Clubhouse: le falle alla sicurezza

Le preoccupazioni su Clubhouse espresse da Federconsumatori per questioni giuridiche si vanno ad aggiungere a quelle, espresse dallo Stanford Internet Observatory, sull’infrastruttura tecnica che sta sotto la piattaforma.

Secondo i ricercatori di Stanford, infatti, Clubhouse ha un grave bug che potrebbe consentire a chiunque di connettere l’ID di Clubhouse alle informazioni di profilo degli utenti. L’ID utente di Clubhouse e l’identificativo delle chatroom, infatti, viaggiano all’interno della piattaforma come testo non criptato.

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