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Deepfake: cosa sono e perché sono pericolosi

I deepfake di Matteo Renzi e Matteo Salvini che impazzano sui social negli ultimi giorni hanno mostrato anche da noi la potenza di questi video fasulli

27 Settembre 2019 - Il falso video trasmesso da Striscia la Notizia, in cui l’ex primo ministro Matteo Renzi prende pesantemente in giro molti avversari politici ha acceso, anche in Italia, la polemica sui cosiddetti “Deepfake“. Non di un imitatore si è trattato, come ha creduto inizialmente lo stesso Renzi, ma di un video contraffatto usando software basati sull’intelligenza artificiale.

Di video del genere, specialmente in America, se ne sono visti diversi negli ultimi tre anni. Il più famoso è quello in cui l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama offende il suo successore Donald Trump. Un altro Deepfake entrato nella storia è quello in cui Mark Zuckerberg ammette che Facebook controlla i dati e, di conseguenza, controlla la vita delle persone. A turno, altri personaggi famosi sono rimasti vittima dei video manipolati: Taylor Swift, Katy Perry, Gal Gadot, Emma Watson, Scarlett Johansson, Daisy Ridley. Oggi, anche grazie ad app per smartphone scaricabili da tutti, chiunque potrebbe farci dire le cose più assurde: gli basta avere un video in cui noi diciamo tutt’altro.

Deepfake: come vengono realizzati

A settembre 2019 è stato pubblicato persino un Deepfake “didattico“: il MIT Technology Review ha realizzato una finta video intervista a Vladimir Putin, nella quale il presidente russo dice agli americani “Se siete idioti non è colpa mia”. Il video, secondo la rivista scientifica, serviva a mostrare agli americani come sia facile creare un Deepfake e far credere alla gente anche le cose più improbabili. Per creare un Deepfake, infatti, oggi basta usare una app per smartphone come FakeApp o Face2Face. I risultati non sono paragonabili a quelli ottenuti con software più complessi, ma sono alla portata di tutti.

Come difendersi dai Deepfake

Già il fatto che si parli di Deepfake, paradossalmente, è una cosa positiva: sapere che c’è sempre una possibilità che il video che stiamo guardando sia completamente falso è il primo modo per difenderci. Esistono anche software appositamente creati per riconoscere i Deepfake. Ad esempio, XceptionNet è stato sviluppato dall’Università Tecnica di Monaco proprio per cercare, all’interno dei dati del file video, eventuali tracce di manomissione. E, ovviamente, anche XceptionNet usa gli algoritmi di intelligenza artificiale e machine learning per smascherare i video falsi.