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Facebook, addio ai mi piace: parte il test

Facebook ha cancellato il conteggio dei like e delle Reazioni ottenute da un post. Il test parte dall'Australia. Ecco cosa cambia

27 Settembre 2019 - Dopo Instagram, anche Facebook: l’universo social di Mark Zuckerberg continua a sperimentare i post senza “like” e reazioni di vario tipo. Lo aveva annunciato la stessa Facebook a inizio settembre, ora lo confermano le dichiarazioni rilasciate da un portavoce a CNET.

Si inizia oggi, in Australia, con un test limitato: tutte le reazioni ai post, anche quelli sponsorizzati, e il numero di visualizzazioni dei video saranno invisibili al pubblico, ma resteranno note ha chi ha pubblicato il contenuto. Un test analogo era stato fatto ad agosto con Instagram e l’intento è sempre lo stesso: ridurre la “dipendenza da mi piace” di molti utenti e le pratiche scorrette di molti aspiranti influencer, che non si fanno scrupoli a comprare follower, like e visualizzazioni “un tot al chilo” da venditori di bot pur di strappare un contratto a qualche sponsor.

Come sono i post Facebook senza i like

Da quel che si può vedere in questo primo esperimento, su Facebook è stato fatto quasi lo stesso lavoro già visto su Instagram nei mesi scorsi. Di un post che non abbiamo pubblicato noi, possiamo vedere il nome di alcune persone che hanno messo il like, ma non il conteggio totale delle reazioni. La cosa interessante è che il numero delle reazioni rimane, invece, per i commenti. Come su Instagram, comunque, il creatore del post continua a vedere il numero totale delle reazioni, che viene nascosto solo al pubblico.

Perché Facebook ha eliminato i mi piace

Già ad agosto, a pochi giorni dall’inizio del medesimo esperimento su Instagram (che riguarda solo gli utenti di Australia, Canada, Brasile, Nuova Zelanda, Irlanda, Italia e Giappone), Facebook dichiarò di essere molto soddisfatta dai primi risultati. Secondo Facebook, infatti, eliminare i like (o i cuoricini, nel caso di Instagram) “rimuove la pressione derivante dalla quantità di like ricevuti” e permette agli utenti di “condividere in modo autentico e con tranquillità“. Oltre a fare bene (eventualmente, ma è tutto da dimostrare) alla salute mentale dei “social addicted” questa mossa fa bene anche alle casse di Facebook: nascondendo i numeri è effettivamente possibile per le aziende selezionare i profili più interessanti e più genuini ai quali affidare eventuali post sponsorizzati. I finti influencer pompati dai bot, infatti, hanno danneggiato il mercato pubblicitario della piattaforma social.

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