clubhouse Fonte foto: Boumen Japet / Shutterstock

Facebook sta sviluppando una chat audio come Clubhouse

L'apparizione di Mark Zuckerberg su Clubhouse significava proprio quello che tutti pensavano: Facebook passa all'attacco del nuovo social della voce.

Il formato vocale è un trend in crescita nel mondo dei social network: lo sa anche Facebook che sta lavorando su una chat audio simile a Clubhouse, il social network più chiacchierato del momento. Secondo i bene informati, la piattaforma di Mark Zuckerberg avrebbe intenzione di aggiungere nei prossimi mesi la nuova modalità di conversazione a quella testuale.

Il fascino di Clubhouse, e dei suoi sbalorditivi guadagni in un anno scarso di vita, fanno molta gola a Mark Zuckerberg che in fatto di nuove forme di comunicazione ci ha sempre visto lungo. Già in passato, infatti, il suo social ha integrato alcune interessanti tecnologie sperimentate altrove, creando un prodotto sempre più eterogeneo e multifunzionale. Quando ciò non è stato possibile, la scelta è caduta sull’acquisizione delle espressioni di maggiore successo, Instagram e WhatsApp tra le più famose, rendendole di fatto parte integrante del progetto principale. E ora che tra i tanti volti noti della Silicon Valley già sul social vocale – come non citare la room di Elon Musk dove il magnate ha chiacchierato con 5000 partecipanti di Tesla, Marte e la scimmia dotata di impianto neurale – è comparso anche Zuckerberg, Clubhouse ha davvero molto da temere.

Chat audio di Facebook, quando arriverà

Secondo quanto dichiarato da una fonte informata sui fatti al New York Times, però, l’arrivo della chat audio su Facebook non sarebbe imminente. Lo sviluppo sarebbe ancora nelle fasi iniziali, lasciando intendere che potrebbero volerci ancora mesi prima di vedere approdare la nuova funzionalità tra quelle disponibili sul social di Zuckerberg.

Proprio sul NYT, la portavoce di Facebook Emilie Haskell ha sottolineato la volontà di Facebook di dare vita a nuovi linguaggi comunicativi, migliorando la permanenza degli utenti sulla piattaforma. «Colleghiamo le persone attraverso le tecnologie audio e video da molti anni – ha confermato Haskell – e siamo sempre alla ricerca di nuovi modi per migliorare quell’esperienza per le persone».

Clubhouse, Zuckerberg è solo una delle preoccupazioni attuali del nuovo social

Clubhouse ha guadagnato oltre 100 milioni di dollari in circa un anno e il suo valore è stato stimato intorno al miliardo della valuta statunitense. Eppure, neanche i successi sul piano economico sono riusciti a fermare il Garante della Privacy che ha chiesto formalmente maggiori informazioni sul trattamento dei dati personali alla piattaforma di Paul Davison e Rohan Seth. Complice una policy dedicata alla privacy a tratti oscura, la piattaforma è finita nel mirino dell’Autorità e dovrà rispondere nei prossimi giorni ad alcuni quesiti piuttosto scottanti.

E poi resta in sospeso la questione inviti. La piattaforma, attualmente disponibile esclusivamente per dispositivi iOS e non per Android, non è ancora aperta a tutti. La necessità di essere in possesso di un invito da parte di utenti già in piattaforma ha fatto fiorire un mercato dei lasciapassare, ovviamente non gestito da Clubhouse, dedicato alla compravendita dei tanto ambiti link di accesso, bypassando così la lista di attesa messa a disposizione da Clubhouse per i suoi futuri utenti.

Quando sarà disponibile per tutti e quanto bisognerà ancora attendere per la versione dedicata al sistema operativo del robottino verde? Purtroppo, su questi punti non ci sono informazioni chiare ma, allo stato dell’arte, l’obiettivo primario di Clubhouse diventa inevitabilmente battere sul tempo Facebook e mantenere il dominio sul formato di comunicazione prima di vedere spuntare Zuckerberg all’orizzonte.

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