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SCIENZA

Torna la "fase africana" in Italia: ecco i giorni più caldi di metà di agosto

Torniamo ancora a lottare contro il caldo: con l'arrivo dell'alta pressione africana (o anticiclone subtropicale africano) il mese di agosto si fa nuovamente torrido

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Se fino a qualche giorno fa pensavamo che il peggio fosse passato, è tornato ufficialmente il momento di ricominciare a preoccuparci per il caldo. Nonostante l’attuale tregua, infatti, l‘estate non è ancora finita e, purtroppo, sono in arrivo delle lunghe giornate caratterizzate da afa e temperature incandescenti.

Tutta “colpa” del ritorno della fase africana, un periodo caratterizzato dal passaggio di uno specifico fenomeno atmosferico che porterà con sé delle correnti calde, in grado di spazzare via ciò che rimane dell’aria fredda che, la settimana scorsa, era stata portata sulla nostra penisola dal vortice di bassa pressione Petar.

Giorni torridi e temperature in salita

Di quale fenomeno atmosferico stiamo parlando? Dell’alta pressione africana (o anticiclone subtropicale africano), che si allungherà dalle coste del Nord Africa (più o meno dalla regione del deserto del Sahara) fino ad abbracciare il Mediterraneo centro-occidentale. L’anticiclone altro non è che un banco di aria calda, che porterà dunque con sé delle correnti torride. Tuttavia, la sua “azione” non finisce qui. L’aria calda che lo caratterizza, infatti, comprimendosi, diventa più secca e dissolve le nubi che incontra sul suo cammino.

Ciò significa che il Sole splenderà senza alcun tipo di filtro sulla nostra Penisola. L’alta pressione africana occuperà l’intera troposfera e non si muoverà almeno fino al 20 di agosto, causando un’assenza di piogge e precipitazioni in quasi tutta la nazione (sono escluse alcune zone a quote elevate e dei disturbi temporaleschi sulle Alpi) e temperature che andranno dai 37° ai 42°.

La fase africana e il cambiamento climatico

Anche se le temperature non dovrebbero arrivare a toccare i livelli estremi del mese di luglio, che a oggi resta il mese più caldo degli ultimi anni, ci attendono dei giorni particolarmente impegnativi. Può sembrare superfluo dirlo, ma anche se il fenomeno dell’alta pressione africana è naturale e il suo passaggio è una sorta di appuntamento fisso, che si ripete più volte nel corso della bella stagione, ad aggravare la situazione ci sono tutte le conseguenze del cambiamento climatico.

Il caldo torrido, infatti, non è l’unica cosa di cui dovremmo preoccuparci: come abbiamo detto spesso, ci troviamo in una fase di profonda instabilità climatica e a causare il tutto resta (per buona parte) il riscaldamento globale. A differenza di quanto semplicisticamente si possa pensare, infatti, le variazioni in salita che hanno distinto le temperature del nostro pianeta negli ultimi anni non causano “soltanto” momenti di siccità e giornate intollerabilmente roventi. Il riscaldamento globale è infatti uno dei motivi accertati e più impattanti alla base degli eventi tropicali che minacciano il nostro pianeta.

Riscaldamento globale ed eventi tropicali

Cicloni, temporali e tempeste gelide sono infatti la diretta conseguenza del calore che prima viene assorbito dai nostri oceani e poi viene restituito nell’atmosfera sotto forma di vapore acqueo, ammassandosi fino a raggiungere il punto critico di rottura che scatena gli impetuosi rovesci che ci stiamo (purtroppo) abituando a vedere.

Dopo il ciclone Circe, che ha distinto la prima settimana d’agosto, dunque, dovremmo aspettarci un’altra serie di perturbazioni violente che probabilmente arriveranno a fine mese. Ma è davvero questa la nuova “normalità”?

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