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PMI E INDUSTRIA 4.0

I concetti chiave alla base dello sviluppo dell'Industria 4.0

Per come si sta sviluppando, l'Industria 4.0 si regge su tre pilastri fondamentali: interoperabilità, decentralizzazione e collaborazione in tempo reale

8 Settembre 2017 - Quando parliamo di Internet of Things all’interno del contesto dell’Industria 4.0 dobbiamo sapere che non si tratta di un’evoluzione tecnologica di ultimissima generazione. Queste soluzioni sono state testate nelle imprese all’avanguardia da almeno un decennio. Ma perché ora sono considerati la base della quarta rivoluzione industriale?

La risposta sta nei prezzi. L’Internet delle cose in passato era un privilegio per pochissime aziende. I sensori e i macchinari intelligenti hanno un loro costo e fino a pochi anni fa solo grandi multinazionali e leader di settore potevano permettersi di investire in queste tecnologie. Attualmente però il costo di un oggetto Internet of Things si è notevolmente abbassato. Questi strumenti hanno iniziato a “invadere” persino le nostre case e ora sono alla portata anche delle PMI. Oltre a diventare meno cari questi sensori stanno diventando anche sempre più efficienti, tanto che al momento possono fare la differenza per la crescita di un’impresa.

Internet of Things, intelligenza artificiale e robot

All’interno delle fabbriche e degli impianti produttivi si assiste, da sempre più tempo, a una sorta di invasione di sensori e dispositivi vari che consentono di mettere in comunicazione tra di loro i vari macchinari e avviare così un processo di automazione. Ma non si tratta dell’unica “intrusione” digitale all’interno della fabbrica.

I sensori generano grandi quantità di dati, che confluiscono all’interno di immensi database chiamati Big Data. Ed è a questo punto che entrano in campo gli algoritmi di intelligenza artificiale: grazie alla loro capacità di “analisi profonda”, le AI possono riscontrare costanti nei cicli di produzione e fornire utili indicazioni a ingegneri e tecnici su come ottimizzare i processi produttivi e risparmiare denaro.

In questa ottica, il lavoro svolto dai robot è fondamentale. Sfruttando dati e informazioni in arrivo dagli algoritmi, potranno adattare automaticamente il ritmo produttivo, così da adattarsi alla perfezione alla domanda (prevista ed effettiva).

Tre caratteristiche chiave nello sviluppo dell’Industria 4.0

Così come è stata concepita e sviluppata, l’Industria 4.0 sembra reggersi su tre pilastri fondamentali. Il primo è l’interoperabilità, cioè la capacità di integrare diversi sistemi e schemi produttivi in modo che possano funzionare autonomamente, senza che ci sia bisogno dell’intervento umano. Il secondo è la decentralizzazione: grazie ai sensori e agli strumenti comunicativi dell’Internet of Things (e alla connettività del 5G), non ci sarà più bisogno di centri di calcolo o dataceter centralizzati e di dimensioni “mostruose”. Le unità di calcolo e analisi, così come i centri di archiviazione dati, saranno distribuiti lungo tutta la catena produttiva, così da ottimizzare le risorse e ridurre ulteriormente i costi di produzione. Il terzo è la capacità di collaborare in tempo reale: l’iperconnettività consentirà a tutti gli elementi del sistema produttivo di “parlarsi” continuamente, e adattarsi l’uno alle esigenze dell’altro. Cambiare il ritmo della produzione sarà molto più semplice e veloce e, nel medio-lungo periodo, non richiederà più l’intervento di un controllore in carne e ossa.

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