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IPhone vietato per colpa del caricatore

A pochissime ore dalla presentazione di iPhone 14 doccia gelata per Apple: un mercato da 210 milioni di consumatori si chiude per decreto del ministro della Giustizia

Oggi è un grande giorno per Apple in USA e in tutto il mondo, tranne che in un grande e popoloso Paese: tra poche ore verrà presentato il nuovo iPhone 14, nel corso dell’evento "Far Out" (di nuovo in presenza, oltre che online), ma da poche ore è vietato vendere iPhone 12 e 13 in tutto il Brasile.

E’ il frutto di una decisione del Ministero della Giustizia, appena arrivata in Gazzetta Ufficiale, che idealmente conclude una vicenda nata mesi e mesi fa e che ha visto Apple sotto accusa già ad aprile. Come ad aprile, anche questa volta Apple ha preso una multa.

Perché il Brasile vieta gli iPhone

Il Brasile ha comminato al gigante di Cupertino una multa da 12,27 milioni di real, che al cambio attuale fanno circa 2,36 milioni di euro. Niente di preoccupante per Apple, ma lo stesso non si può dire per il divieto di vendita dei telefoni: il Brasile, infatti, pur avendo un reddito medio molto basso è pur sempre un Paese da 210 milioni di abitanti.

Il divieto è dovuto al fatto che Apple non inserisce più il caricabatterie nella confezione di vendita dei suoi smartphone, a partire da iPhone 12. Una scelta che, all’epoca, fu estremamente criticata in tutto il mondo ma che, alla fine, fu seguita da molti concorrenti (Samsung in primis).

Ma ad aprile 2022, in Brasile, è arrivata la sentenza del giudice Vanderlei Caires Pinheiro che imponeva ad Apple di risarcire i suoi acquirenti di ben 5.000 real (circa 1.000 euro), perché la rimozione del caricabatterie è una violazione del Codice del Consumo del Brasile.

Apple non ha dato alcuna importanza a quella sentenza, ma oggi si ritrova con le vendite bloccate in tutto il Paese. Eppure i segnali che le autorità brasiliane non stavano dalla parte dell’azienda, ma da quella dei consumatori, c’erano tutti: basti pensare al fatto che, a fine giugno, l’agenzia di regolamentazione Anatel ha lanciato una consultazione pubblica per chiedere ai cittadini se volevano la ricarica USB universale su tutti gli smartphone, iPhone compresi.

Apple farà ricorso

Apple ha sempre motivato la rimozione del caricabatterie dalla confezione di vendita con l’intento di ridurre l’impatto ambientale e di evitare di produrre rifiuti elettronici (RAEE). L’idea di Apple è che è inutile aggiungere un caricatore nel prezzo, perché di sicuro il cliente a casa ne ha già almeno uno.

Ragionamento che fa il paio con l’ostinazione del brand nei confronti della potenza di ricarica: gli iPhone, rispetto alla maggior parte dei telefoni Android, si ricaricano a potenza bassissima. Ma, d’altronde, si ricaricano col caricabatterie della generazione precedente, quindi sarebbe inutile alzare la potenza di ricarica ad ogni nuovo modello: in tal caso il caricatore in confezione sarebbe quasi obbligatorio.

Apple, comunque, ha affermato che farà appello alla decisione del Ministero della Giustizia brasiliano e continuerà a collaborare con l’Agenzia di tutela dei Consumatori Sanacon, al fine di "risolvere le loro preoccupazioni".

"Abbiamo già vinto diverse cause in tribunale in Brasile su questo argomento e siamo certi che i nostri clienti sono al corrente delle varie opzioni per la ricarica e la connessione dei loro device", ha detto Apple a commento della vicenda.

Nel frattempo, però, oggi Apple presenta iPhone 14 e, molto probabilmente, non potrà venderlo subito in Brasile.

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