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SCIENZA

È letale: l'animale che riesce a dare il morso più forte del mondo

Qual è il morso del regno animale più potente in assoluto? Non esiste una vera e propria classifica, ma le misurazioni non mancano di certo

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Il terribile morso dei coccodrilli Fonte foto: 123RF

Le domande che si pongono i ricercatori possono sembrare spesso singolari, ma in realtà hanno sempre un fondamento. Ad esempio, alcuni biologi si sono chiesti di continuo quale fosse l’animale del nostro pianeta dal morso più potente in assoluto. I risultati degli ultimi studi sono stati pubblicati sulla rivista scientifica “Frontiers” e contengono informazioni molto interessanti.

Prima di tutto bisogna precisare cosa si intende per “potenza” in questo caso. La forza del morso è stata valutata in base all’energia impressa dai muscoli e dalle ossa delle mascelle. Nei documentari naturalistici si nota spesso la grande capacità di alcuni esemplari di non lasciare scampo alle proprie prede, ma una classifica vera e propria non era mai stata stilata.

Il morso dei coccodrilli

Tra tutte le creature esistenti oggi sul nostro pianeta, il morso più forte che si conosca è quello del coccodrillo di acqua salata. L’entità della forza è stata misurata in newton: con quest’ultima unità si indica di solito la forza necessaria impressa a una massa di un chilo per farla accelerare di un metro al secondo quadrato. Ebbene il coccodrillo in questione può vantare ben 16460 newton. Altri animali potrebbero sfidare senza problemi questo esemplare famelico, anche se le misurazioni dei loro morsi non sono mai avvenute “dal vivo”. Di chi si tratta nello specifico?

Il morso più forte nel regno animale dovrebbe essere quello dell’orca, stimato in oltre 84mila newton, ma anche lo squalo bianco non scherza con i suoi 18mila newton, stando a quanto calcolato dagli esperti con alcune simulazioni informatiche. C’è poi chi si è sbilanciato con un confronto particolare, quello tra gli animali esistenti e quelli estinti. L’esempio perfetto è quello del Tirannosauro, il cui morso potrebbe aver superato abbondantemente i 35mila newton. Non va dimenticato nemmeno il Megalodonte, un enorme squalo vissuto tra i 15 e i 3,6 milioni di anni fa che non dava scampo con i suoi ben 182mila newton. I dubbi però rimangono.

Come viene analizzato ogni singolo morso

In effetti, non tutti gli scienziati sono convinti che il Tirannosauro potesse soccombere di fronte allo squalo di dimensioni gigantesche. Molto dipende dall’esame delle ossa e soprattutto dal tipo di denti: il Tirannosauro, ad esempio, era dotato di una dentatura seghettata, come se avesse tanti coltelli in grado di frantumare qualsiasi cosa. La grandezza della testa, poi, è un altro dettaglio su cui bisogna concentrarsi per fare un raffronto ancora più accurato. Tornando a parlare delle specie esistenti, i metodi per valutare un morso sono al contrario molto diversi.

Nel caso di pesci molto voraci come le orche e gli squali, ci si basa essenzialmente sulla loro struttura corporea, ma anche la forma e il tipo di preda hanno un peso preponderante. Non bisogna neanche dimenticare come sono strutturate le mascelle dell’animale e i loro muscoli. La classifica di cui si tiene conto al momento riserva persino qualche sorpresa. Al quarto posto, ad esempio, c’è l’ippopotamo, colpevolmente considerato un animale mansueto. La iena maculata si è invece meritata il decimo posto, seguita di poche posizioni dalla tartaruga azzannatrice che sarà anche lenta, ma che può vantare un morso più forte rispetto a quello del leone o del lupo.

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