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SCIENZA

Sì, un meteorite è caduto sulla Terra e adesso gli scienziati lo stanno cercando

Una "palla di fuoco" è caduta dal cielo e si è schiantata sulla Terra: adesso gli scienziati sono a caccia dei suoi frammenti per saperne di più sulla sua provenienza

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No, non è un film di fantascienza e no, non c’è stato nessun evento catastrofico né alcun tipo di approdo da parte di entità aliene: in maniera molto semplice, un meteorite è caduto sulla Terra dopo un lungo viaggio nello spazio. La caduta di questo tipo di corpi celesti non è rara e non sempre è accompagnata da accadimenti eclatanti.

Eppure questa volta c’è qualcosa di leggermente diverso: a notare il suo impatto con l’atmosfera, infatti, sono stati in molti, al punto che diverse agenzie spaziali hanno dovuto confermare l’accaduto. E, dopo la conferma, è partita ufficialmente la caccia ai frammenti.

L’avvistamento e la caduta sulla Terra

Una palla di fuoco di dimensioni contenute, seguita da una scia abbagliante, ha fatto irruzione nel cielo in pieno giorno. Anzi, era precisamente mezzogiorno quando una serie di persone che si trovavano all’aperto nel Maine (stato degli USA) hanno potuto osservare il fenomeno. Chiaramente, tutti sono rimasti a bocca aperta e quanto stava avvenendo è stato prontamente segnalato alle autorità.

Così è partito un tam-tam che è arrivato alle agenzie spaziali e che ha portato la NASA a confermare che sì, in effetti si trattava di un meteorite e che la sua caduta è stata rilevata da alcuni radar. Alcuni testimoni hanno anche avvertito dei piccoli boati, che testimonierebbero la caduta sulla Terra, e dall’agenzia spaziale americana è arrivata anche questa, di conferma: secondo i dati stimati, i detriti arrivati sulla superficie terrestre potrebbero andare da 1,59 a 322 grammi, ma non si esclude la presenza di frammenti molto più grandi.

Cos’è e com’è fatto il meteorite?

Non essendo stato seguito sin dalle fasi iniziali, gli scienziati possono solo supporre cosa sia e come sia fatto il meteorite. Al momento non è ben chiaro da dove provenga: generalmente questi corpi celesti sono piccoli asteroidi fuori rotta o detriti provenienti dalla disgregazione del nucleo di una cometa, ma è molto più probabile (per una questione statistica) che si tratti di rocce provenienti dalla Luna o da Marte, attirate dalla gravità della Terra e poi “risucchiate” fino all’impatto.

Sempre per una questione meramente statistica e per via dell’avvistamento della succitata “palla di fuoco”, visibile a occhio nudo, si suppone che appartenga alla categoria ferro-rocciosa e che sia pertanto costituito da una combinazione di ferro, nichel e silicati. Questo tipo di meteoriti tende ad arrivare sulla Terra e a mantenere intatte alcune delle sue parti ed è proprio per questa ragione che diversi team di scienziati si sono messi all’opera per cercare i frammenti.

Ci sono già delle spedizioni attive a Waite, nel Maine, e a Canoose, nel New Brunswick, località che la NASA ha identificato come più “interessate” dalla probabile caduta di frammenti e schegge di spicco. Certo, la location non aiuta: essendo aree prevalentemente rocciose e boscose ci vorrà molto impegno per riuscire a rintracciare quelli che, a un occhio non allenato, possono sembrare dei semplici pezzi di roccia.

L’iniziativa di un museo e la sua ricompensa

Se l’intera comunità scientifica è (ovviamente) intrigata dallo studio dei resti del meteorite, a dare il via a una vera e propria “caccia ai frammenti” è stato in particolare un museo, ovvero il Maine Mineral and Gem Museum, situato a Bethel negli USA. Questa istituzione conta già sulla più grande esposizione di meteoriti lunari e marziani al mondo e possiede e condivide con il mondo il più grande pezzo di Luna che si conosca, ma i suoi ricercatori non smettono di alzare l’asticella.

Avere fra le mani (e sotto le lenti d’ingrandimento) i pezzi di quest’ultimo meteorite caduto sulla Terra, infatti, sarebbe per il museo un’occasione molto speciale, perché potrebbe ampliare ulteriormente i set di dati che sono attualmente utilizzati per rintracciare e classificare materiale biochimico nello spazio. Così, il Maine Mineral and Gem Museum ha persino deciso di fissare una ricompensa speciale: ben 25.000 dollari, che verranno consegnati a chiunque porterà dei campioni di peso uguale o superiore a un chilo.

Missione impossibile? Probabilmente sì, perché come già detto secondo gli scienziati della NASA è molto improbabile che ci siano detriti di un certo peso. Tuttavia, varrà sicuramente la pena provare: il museo ha anche richiesto ai “cacciatori” di studiare quello che potrebbe essere l’aspetto del meteorite prima della ricerca. Come minimo è un’esperienza stimolante!

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