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Multe via PEC, come funziona

Seguendo le indicazioni del Codice dell’Amministrazione Digitale, da febbraio 2018 le sanzioni al Codice della Strada sono notificate via PEC. Come funziona

Dal 1 febbraio 2018 le multe stradali sono notificate via Posta Elettronica Certificata a tutti i cittadini che, in fase di contestazione o in precedenza, hanno comunicato il loro indirizzo di Posta Elettronica Certificata. È quanto previsto dal Decreto del Ministero dell’Interno del 18 dicembre 2017 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 16 gennaio 2018.

Si tratta, insieme all’istituzione del domicilio digitale (che entrerà però a pieno regime entro la fine nel 2019), di una delle misure previste nel Codice dell’Amministrazione Digitale nell’ottica di ottimizzare la spesa da parte della Pubblica Amministrazione. Come specificato anche nella Circolare 300/A/1500/18/127/9 del Ministero dell’Interno e datata 20 febbraio 2018, le forze dell’ordine dovranno notificare le sanzioni al Codice della Strada prioritariamente via Posta Elettronica Certificata, facendo riferimento a elenchi pubblici, come quelli del domicilio digitale (per i privati) o dell’INI-PEC (per aziende, professionisti e partite IVA).

Come funziona la notifica delle multe via PEC

La notifica multa via PEC segue due differenti strade, a seconda se la sanzione viene contestata immediatamente o se la contestazione sarà differita.

In caso di notifica diretta e immediata, gli agenti sono tenuti a chiedere un indirizzo PEC valido (o domicilio digitale, se già dichiarato) al quale recapitare la notifica della multa. Se l’utente rifiuterà di fornire l’indirizzo di posta elettronica certificata, chi ha elevato la contravvenzione deve comunque cercarla tramite elenchi pubblici (domicilio digitale, INI-PEC o qualunque altra lista liberamente accessibile nella quale trovare indirizzi di posta elettronica certificata) e, in caso di riscontro positivo, addebitare al cittadino i costi di tale ricerca. Se, invece, non c’è traccia di PEC, si segue la vecchia procedura “standard”, con invio di raccomandata a casa.

Se la contestazione è differita, gli agenti devono cercare l’indirizzo PEC su registri pubblici e, in caso di riscontro positivo, inviare la notifica della sanzione alla casella di posta certificata trovata.

Perché conviene ricevere multe via PEC

Se stavate aspettando il momento giusto per aprire una PEC, questa potrebbe essere l’occasione adatta. Nel caso di notifica multa via PEC, infatti, sono scalati dal computo totale una parte delle spese che si aggiungono alla sanzione da pagare. Si parla di cifre che possono raggiungere e superare i 20 euro: un risparmio tutt’altro che indifferente, se si considera che il costo annuale per una casella Libero PEC parte da appena 9,90 euro. E, ovviamente, potrete utilizzarla anche per inviare raccomandate elettroniche comodamente da casa. Insomma, alla già lunga lista di motivi e vantaggi per aprire una PEC, aggiungiamoci il risparmio delle spese di notifica della multa e dimentichiamoci per sempre le ore di fila alla posta per ritirare la raccomandata con il verbale.

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