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Netflix: che succede nel 2023

Nel 2023 Netflix combatterà vigorosamente la condivisione delle password, ma le misure in arrivo potrebbero finire per trasformarsi in una tassa per chi ha sempre pagato

Il 2023 è ormai alle porte e, molto probabilmente, non sarà un buon anno per chi guarda Netflix "a scrocco". Cioè per quelle decine di milioni di utenti non paganti nel mondo, che accedono a Netflix con la password di un amico o parente. Il cosiddetto "Netflix condiviso", tollerato per anni dalla piattaforma, a partire da gennaio verrà osteggiato dall’azienda con specifiche soluzioni tecniche, alle quali corrisponderà una nuova offerta specifica per chi, fino ad ora, ha visto Netflix senza pagare.

Quella che a molti sembrerà una misura legittima di una piattaforma che si tutela da chi non paga il servizio, però, potrebbe nel giro di poco rivelarsi una sorta di tassa sulla casa che dovranno pagare anche coloro che hanno sempre avuto un abbonamento regolare e non hanno mai "scroccato" (né fatto scroccare) alcuna password.

Netflix condiviso: il codice di sblocco

In occasione della presentazione dell’ultima relazione sugli utili, Netflix ha dichiarato ufficialmente (e nuovamente) che ha intenzione di introdurre delle barriere tecniche alla condivisione delle password. Una di queste, già in fase di sperimentazione anche in Italia, è il codice di sblocco dell’app.

In pratica se Netflix rileva che stiamo usando il servizio da una Smart TV fisicamente distante dal nostro indirizzo di casa, allora blocca la visione e ci chiede di inserire un codice. Questo codice viene inviato al telefono del titolare dell’account, quindi se a guardare Netflix da un altro luogo non è il titolare stesso, allora sarà scomodo e complicato recuperare il codice.

Se, invece, sarà il titolare stesso a guardare Netflix, magari da casa di amici, allora non ci sarà nessun problema: riceverà il codice e lo inserirà senza troppo stress nell’app sulla TV degli amici.

Le case di Netflix

Altra novità in fase di sviluppo su Netflix sono le "case". Ogni utente può avere più abitazioni, ma nessuno fa un abbonamento a Netflix per ogni casa dove abita. Poiché in casi del genere scatterà il meccanismo del codice di sblocco appena descritto (che nel caso di permanenza di più giorni nella seconda casa diventerebbe insopportabile), Netflix ha previsto la possibilità di aggiungere una o più case all’abbonamento.

L’aggiunta di una casa non sarà gratuita, ma a pagamento e questo, purtroppo, avrà ripercussioni anche su chi paga Netflix regolarmente: in pratica non potremo più usare un solo Netflix da più case, ma dovremo pagare un’aggiunta per ogni casa oltre quella principale. Si parla di un prezzo intorno ai 4 dollari a casa, ma non c’è ancora una cifra ufficiale.

Chiaramente questo metodo è stato inventato per far emergere gli utenti sommersi, quelli che fino ad oggi non hanno mai pagato Netflix, ma andrà a scapito anche di chi ha sempre pagato e ha più case.

L’alternativa: la pubblicità

In alternativa a tutto ciò ci sarà una seconda possibilità: attivare Netflix Base con pubblicità, il nuovo abbonamento economico a Netflix che, in Italia, costa 5,49 euro.

Non sappiamo ancora quanto costerà aggiungere una casa ad un abbonamento italiano, ma è chiaro che le due opzioni andranno in concorrenza tra loro. Se una casa in più costerà più o meno quanto Netflix con pubblicità, allora molti utenti preferiranno (se possono) chiedere ad un amico di "ospitarli" sul suo abbonamento, per poi girargli il costo della casa extra.

In questo modo non si avrà un abbonamento indipendente e ci sarà la scomodità di pagare l’amico in qualche modo, ma non ci sarà la pubblicità e, se l’abbonamento dell’amico lo consente, sarà possibile vedere Netflix in 4K su una Smart TV in una casa diversa.

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