time machine: come effetturare il backup Fonte foto: Shutterstock
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Come fare il backup del Mac con Time Machine

Scopri su Libero Tecnologia come funziona Time Machine. Un software per dispositivi Mac ed Apple che permette di eseguire il backup dei file. Ecco come farlo!

Quando si parla di Time Machine si fa riferimento a una delle funzioni più apprezzate del mondo macOS, che distingue le macchine Apple (tra le altre cose) dal resto delle produzioni mondiali. Si tratta di un sistema di backup decisamente differente rispetto a quelli altrui.

Il suo obiettivo è infatti non solo procedere alla creazione di una “copia” del sistema e dei suoi dati. Intende infatti rendere il tutto più “piacevole” possibile per l’utente, evitando che la procedura si tramuti in un processo particolarmente noioso. Ecco dunque in cosa consiste e come funziona Time Machine.

Cos’è un backup

Meglio partire dalle basi, così da tendere la mano a chi non è affatto pratico di computer. È sempre bene avere una scialuppa di salvataggio per i propri dati, nel caso qualcosa di molto importante decidesse di cedere nel proprio Mac. Il riferimento è principalmente all’hard disk. Per questo motivo si opera un backup, ovvero un salvataggio di tutti i dati e settaggi contenuti al suo interno.

Ovviamente il pacchetto finale non può essere stipato all’interno del dispositivo. In questo modo infatti verrebbe perso come tutto il resto. Dovrà essere stipato su un’unità esterna, così da poter tornare utile, se non fondamentale, al momento giusto.

Time Machine: l’unità esterna

Svariate le differenze che esistono tra Time Machine e i tantissimi altri sistemi di backup. L’elemento forse più importante è rappresentato dal fatto d’essere integrato in maniera nativa all’interno del sistema operativo. Elemento non di poco conto, considerando la fluidità garantita del processo. Dopo il primo avvio, trascorsi pochi secondi, è già possibile abilitare Time Machine, che è lì ad attendere l’utente fin dai primi istanti. Non è necessario installare nulla. A ciò si aggiunge la grande semplicità di utilizzo e, diciamolo, la bellezza del procedimento, che non guasta.

Ciò di cui si ha assolutamente bisogno, prima di avviare Time Machine, è un hard disk esterno. Il mercato ne è stracolmo e non è affatto difficile individuare quello più adatto, per prestazioni, capienza e rapidità di trasferimento file. È bene assicurarsi che il dispositivo esterno abbia abbastanza spazio da fronteggiare il caricamento di un backup. In alternativa è possibile sfruttare un’unità Time Capsule.

Tutto ciò che occorre fare per abilitare il proprio nuovo dispositivo esterno a Time Machine è collegarlo, cliccando un tasto. Il sistema farà tutto da sé, rendendo l’esperienza quanto più possibile serena e per nulla stressante. Il sistema chiederà se utilizzarlo come unità Time Machine o meno. Si potrà decidere se farlo subito o in un secondo momento. Per farlo in seguito si dovrà accedere all’area “preferenze” di Time Machine. Nel caso in cui il messaggio non dovesse apparire inizialmente, ci si ritroverà dinanzi a un’unità esterna non formattata correttamente. Se c’è un ostacolo da poter incontrare lungo il percorso è proprio questo. OS X consente, infatti, la gestione di unità Time Machine soltanto se è stata effettuata una formattazione nella giusta maniera.

Ovviare a tale problema è molto semplice. Tutto ciò che occorre fare è accedere a un’altra app del proprio Mac: Utility Disco. Nella sezione sinistra si dovrà selezionare l’unità appena collegata. Nella parte alta si potrà cliccare su “inizializza”. Il sistema chiederà alcune informazioni. La prima è il formato, che dev’essere necessariamente Mac OS Esteso. La seconda è il nome, che può essere scelto liberamente dall’utente.

Time Machine: il backup

Una volta certi che l’unità esterna individuata sia pronta per essere utilizzata, si dovrà procedere al collegamento con Time Machine, come indicato in precedenza. Il sistema si metterà subito a lavorare, raccogliendo qualsiasi dato presente sul sistema. Ogni elemento verrà archiviato nella memoria interna. Lasciando connessa l’unità, si avrà la possibilità di aggiornare costantemente il proprio backup.

In questo modo si avrà accesso anche a file molto datati. Un archivio di tutti i processi svolti, fondamentale per chi adopera il Mac per lavoro. C’è però da chiedersi cosa accada quando la memoria esterna risulterà satolla. Il sistema provvederà a eliminare i dati più vecchi, supponendo non vi sia più bisogno di quelli. Verrà dunque fatto spazio per i nuovi. Più grande sarà la capacità della memoria esterna, minori saranno le chance di ritrovarsi a fronteggiare tale problematica. Al giorno d’oggi è però possibile individuare unità con capienza da 1 TB a 14 TB a ottimi prezzi. Spazi più che sufficienti.

Time Machine prevede inoltre la possibilità di personalizzare il procedimento di salvataggio dei dati. È ad esempio possibile escludere alcune cartelle ritenute inutili. Si evita in questo modo di occupare spazio importante all’interno della memoria esterna con dei dati irrilevanti. Al fine di indicare le proprie preferenze, non occorre far altro che selezionare la funzione “preferenze” di Time Machine.

Nella parte alta dello schermo del Mac c’è il simbolo della mela. Dopo aver cliccato su questo, si dovrà selezionare la voce “Preferenze di Sistema”, andando poi su “Time Machine”. Da qui è possibile abilitare o disabilitare i vari backup. Al tempo stesso viene fornita la possibilità di impostare un nuovo disco esterno come preferito per i backup futuri. Vi sono inoltre delle cartelle “eccezione” da poter indicare, che non verranno prese in considerazione nel corso del salvataggio dati. Il procedimento non richiede altro. Poche impostazioni che consentono all’utente medio di poter operare in tranquillità. Time Machine offre anche altre impostazioni e possibilità di personalizzazione. Elementi da poter studiare con attenzione, se e quando se ne dovesse avere bisogno.

Come detto però, il sistema fa di tutto per semplificare la vita dell’utente, conservando ad esempio dei “backup locali”, senza avvertire o richiedere autorizzazioni. Si tratta di un procedimento che coinvolge i file più recenti, che non sono ancora stati sincronizzati con l’unità esterna. Si tratta di elementi a rischio, che si ritrovano in una terra di mezzo. Questi potrebbero svanire nel nulla in caso di grave guasto. Il sistema invece prevede una sorta di limbo e, prima di salvare tutto nel successivo backup, li stipa ed evita una loro accidentale cancellazione. Una sorta di rete di sicurezza, che non è neanche necessario impostare.

Time Machine: ripristinare il backup

Nella barra di sistema è presente l’icona relativa a Time Machine. Dopo aver cliccato su questa, si entra nel sistema del recupero backup Apple. Il primo impatto è di certo esaltante, considerando l’ottima grafica messa a disposizione dal sistema. Ciò aiuta a rendere l’esperienza esaltante, il che è non è qualcosa che ci si aspetterebbe da un recupero dati di backup.

Ci si ritrova a guardare una classica finestra del Finder. Nell’area destra però vi è una timeline. Ogni backup viene mostrato in ordine cronologico, offrendo all’utente la possibilità di operare un vero e proprio viaggio nel tempo attraverso la storia personale del proprio computer. Ecco spiegato il nome dell’applicazione nativa dei Mac.

Si può muovere il cursore su un giorno preciso, con Time Machine che mostrerà ogni contenuto presente in quelle 24 ore. Si ha la possibilità di operare a proprio piacimento, ripristinando il tutto oppure un singolo file. Una funzione chiave non soltanto nel caso in cui la propria macchina dovesse danneggiarsi, ma anche in caso di aggiornamento al modello successivo. Recuperare i propri dati sarà un gioco da ragazzi, il che comprende anche sfondi, password, reti Wi-Fi e molto altro.

Cos’è Time Capsule

Dopo aver scoperto e analizzato il funzionamento di Time Machine, chi adopera il Mac per motivi lavorativi potrebbe avere la tentazione di cimentarsi in una rapida ricerca per delle memorie esterne che facciano al proprio caso. Qualora si desiderasse un modello in tutto e per tutto compatibile con il proprio Mac, ovvero un prodotto targato Apple, si potrà optare per la Time Capsule. L’ultimo modello risale al 2016, e da allora la compagnia di Cupertino ha interrotto la linea di aggiornamenti. Si tratta però di un modello in grado di resistere alla concorrenza degli ultimi anni, garantendo uno spazio interno dai 2 a i 3 TB.

È in grado di custodire differenti backup, così da stipare copie di differenti Mac contemporaneamente. A differenza di molti altri modelli, la Time Capsule sfrutta una connettività wireless. Non occorrono cavi dunque. Ciò vuol dire poterla lasciare in qualsiasi posizione del proprio studio, consci del fatto che il Mac riuscirà a individuarlo e connettersi a esso. Oltre a dialogare con Time Machine, Time Capsule vanta alcune funzioni extra non di poco conto. È infatti possibile sfruttare il dispositivo come un access point Wi-Fi e LAN, collegandolo a un modem ADSL. È inoltre possibile sfruttarlo per collegarvi un’ulteriore unità esterna, data la possibilità di collegamento USB. Sarà inoltre possibile avviare e gestire una stampante wireless con grande comodità e senza fatica.

Un prodotto decisamente valido, da poter confrontare con altri modelli, così da poter prendere una decisione consapevole. Un affidabile supporto per chi adopera Mac per motivi lavorativi. L’unico reale limite è rappresentato dallo spazio interno. Avere a portata di mano 3 TB non è affatto cosa di poco conto. Chi potrebbe guardare a unità più capienti, considerando anche il costo, sono quei professionisti soliti lavorare con dei filmati, costantemente impegnati tra editing e montaggio. Il peso di tali lavori potrebbe richiedere una capienza maggiore.

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