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Perché la PS5 e la Xbox Scarlett potrebbero costare più del previsto

I dazi che il Presidente degli Stati Uniti vorrebbe imporre alla Cina, porterebbe Sony, Nintendo e Microsoft ad aumentare i prezzi delle loro console

28 Giugno 2019 - I dazi del 25% che il presidente Donald Trump vorrebbe imporre ai prodotti provenienti dalla Cina potrebbero costare agli appassionati di videogame in America fino a 840 milioni di dollari. Per questo Nintendo, Sony e Microsoft hanno scritto una lettera congiunta indirizzata a Joseph Barloon del Dipartimento del Commercio affinché tali dazi non vengano imposti.

Secondo le tre aziende, le future generazioni di console da gaming, in primis PS5 e Xbox Scarlett, potrebbero costare molto di più a causa dei dazi. Poiché, spiegano le aziende nella lettera, i margini di guadagno su ogni console sono già oggi risicatissimi per chi la produce, l’unica ipotesi plausibile è che i dazi del 25% vengano scaricati quasi in toto sul prezzo finale pagato dall’acquirente. Il 96% delle console vendute in America, infatti, viene prodotto in Cina e molto spesso gran parte dell’hardware che contengono è a sua volta Made in China. Tradotto in poche parole, quindi, i dazi di Trump potrebbero stroncare il mercato delle console sul suolo americano.

La lettera di Sony, Nintendo e Microsoft

I tre colossi dell’elettronica da gaming hanno espresso in maniera abbastanza netta la loro opposizione ai dazi: “Pur apprezzando gli sforzi dell’Amministrazione volti a proteggere la proprietà intellettuale degli Stati Uniti e a preservare la leadership high-tech degli Stati Uniti, il danno sproporzionato causato ai consumatori e alle imprese statunitensi da tali dazi metterà in pericolo, e non faciliterà, questi obiettivi“. Secondo Nintendo, Microsoft e Sony, quindi, le tariffe punitive sull’elettronica cinese danneggeranno i consumatori, metteranno a rischio posti di lavoro e soffocheranno l’innovazione nel settore.

Google sta a guardare

Mentre i tre giganti delle console fanno pressione su Trump affinché i dazi non vedano la luce, Google è in una posizione assai differente e, al contrario, potrebbe ricavare giovamento. Se da una parte Google ha dovuto interrompere i rapporti commerciali con Huawei nel settore degli smartphone (a causa dell’inclusione di quest’ultima nella black list di Trump, che è il lato B della guerra commerciale con la Cina), dall’altra l’azienda di Mountain View si appresta a lanciare la sua piattaforma di gaming online Stadia. Piattaforma che, lo ricordiamo, non richiede alcuna console ma può essere utilizzata da PC, Mac, smartphone, tablet e persino Smart TV. Un prezzo maggiorato del 25% per le console di prossima generazione, quindi, potrebbe convincere i potenziali acquirenti a scegliere la soluzione di Google invece che l’ultima generazione delle console di Microsoft, Nintendo o Sony.