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SCIENZA

Hanno trovato delle stelle che non avevano mai visto prima: la scoperta nello spazio profondo

Delle stelle nascoste, molto particolari, sono state avvistate per la prima volta dagli astronomi: la loro luce era passata inosservata per via delle polveri e dei gas della Via Lattea

Stelle nello spazio profondo Fonte foto: 123rf

Quando ci capita, più o meno romanticamente, di osservare il cielo notturno, tendiamo a essere sopraffatti dalla sua bellezza. Certo, la volta celeste è ricca di stelle luminose che catturano anche il più cinico di noi, ma ciò che ogni tanto ci sfugge è che ci sono schiere di studiosi intenti a cercare di rivelarne i misteri e di scoprire molto, molto di più rispetto a ciò che possiamo vedere a occhio nudo.

Ed è proprio su ciò che non riusciamo a vedere che verte l’ultima scoperta in campo astronomico: un gruppo di scienziati ha infatti scoperto alcune stelle mai viste prima, che non solo sono rimaste a lungo nascoste nelle profondità dello spazio, ma che potrebbero anche non corrispondere alle attuali classificazioni.

La scoperta delle stelle nascoste

Ma iniziamo dal principio: come riportato nell’articolo pubblicato sul Royal Astronomical Society, le stelle nascoste sono state scoperte da un team internazionale di scienziati guidati dal professor Philip Lucas dell’Università dell’Hertfordshire. E non è stata una scoperta improvvisa o casuale, come spesso accade, no.

Anzi, tutto il contrario: Lucas e i suoi scienziati sono arrivati alle loro conclusioni dopo ben 10 anni di indagini condotte sul cielo notturno e dopo aver monitorato quasi un miliardo di stelle, facendole passare sotto l’occhio di diversi telescopi e analizzandole con strumenti che sfruttavano la luce e i raggi infrarossi.

In particolare, il team si è servito del VISTA (Visible and Infrared Survey Telescope), che fa parte dell’Osservatorio Europeo Australe (ESO) ed è riuscito a osservare qualcosa che, come abbiamo accennato, per anni e anni è sfuggito allo sguardo dell’intera comunità scientifica: ben 21 stelle vicine al centro della Via Lattea.

Protostelle e indagini approfondite

Come ha fatto il team di Lucas ad accorgersi di queste stelle? In realtà non è stato affatto facile: il gruppo di scienziati ha infatti rilevato moltissimi corpi celesti dalle caratteristiche peculiari e ha avvistato dozzine di protostelle, ovvero stelle nella fase più intensa della loro formazione, quella compresa tra il collasso della nube molecolare e la fase di pre-sequenza principale.

Proprio le protostelle hanno attirato in particolare l’attenzione del team, per via del fatto che questi astri subiscono esplosioni estreme nell’arco di mesi,  di anni o di decenni. Mentre osservavano quelle più visibili, però, hanno notato qualcosa di strano: prendendo in esame alcune parti del cosmo e usando attentamente la luce a infrarossi, gli scienziati hanno rilevato dei cambiamenti particolari di luminosità che facevano proprio pensare alla presenza di stelle occulte.

E in effetti, ci avevano visto giusto: queste stelle nascoste sono rimaste a lungo “al buio” per via delle grandi quantità di polvere e gas della nostra galassia. La cosa più interessante da sapere è la loro luminosità sta cambiando ancora adesso, dimostrando che sono in corso eruzioni ed esplosioni di cui gli scienziati non vedono l’ora di sapere di più.

Instabilità e nuovi tipi di stelle

Sempre secondo quanto riportato sul Royal Astronomical Society, gli scienziati stanno ancora cercando di capire ogni dettaglio di ciò che succede a queste stelle appena scoperte e per loro a essere particolarmente interessante è la loro instabilità. Ma non solo, perché anche le loro caratteristiche sono peculiari: l’analisi dei loro spettri, confrontata con i dati di indagini precedenti, fa infatti pensare che si tratti di nuovi tipi di stelle giganti rosse.

Ad avvalorare questa tesi c’è anche la loro posizione: sono infatti tutte concentrate nella parte più interna della Via Lattea, conosciuta come Disco Nucleare, una regione dove le stelle tendono ad essere più ricche di elementi pesanti, cosa che dovrebbe rendere più facile la formazione di giganti rosse. Ma, ancora, le loro eruzione e i loro cambiamenti di luminosità rimangono un mistero. Naturalmente verranno condotti presto nuovi studi, dunque, per il momento, non ci rimane che attendere ulteriori risvolti.