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PMI E INDUSTRIA 4.0

Sicurezza informatica, le priorità delle aziende italiane

Una ricerca effettuata da F-Secure sulle PMI del nostro Paese ha evidenziato come la maggior parte degli imprenditori stia investendo sulla cybersecurity

15 Settembre 2017 - Quando parliamo di Industria 4.0 la priorità assoluta per lo sviluppo delle aziende italiane inserite in questo contesto è la sicurezza informatica. Un attacco hacker ai nuovi sistemi di produzione, infatti, può rappresentare una crisi insuperabile per molte piccole e medie imprese.

Stando a una recente ricerca di F-Secure le aziende italiane si concentrano soprattutto sulla prevenzione da attacchi informatici. Il 36% delle PMI del Bel Paese punta forte sulla protezione dei dati e cerca di evitare una perdita di informazioni o di proprietà intellettuale dei clienti o dell’impresa stessa. Il 34% degli imprenditori italiani invece si concentra maggiormente sull’acquisto di programmi e software che possano impedire un attacco hacker attraverso malware o ransomware (che è la minaccia più temuta dalle PMI italiane) ai loro sistemi. Il 30% delle aziende del nostro Paese cerca di rilevare gli attacchi informatici più strutturati che sono in grado di eludere i programmi di cybersecurity.

La paura di usare il cloud

La paura per un attacco hacker è anche causa di limitazioni per le PMI italiane. La maggior parte ha dichiarato di non utilizzare un servizio cloud per paura di subire una grave perdita di dati e informazioni fondamentali nella produzione. La maggior parte delle PMI dichiara di non usare il cloud per la paura di subire una perdita di dati e per la riservatezza dell’impresa (34%). Mentre il 31% non usa questa tecnologia per una paura generica verso i cyber criminali. Il 21% degli imprenditori per ora si è limitato sull’uso del cloud per paura di perdere la proprietà e il controllo della propria azienda.

Sicurezza dispositivi mobili

Le PMI italiane hanno capito che per prevenire un attacco informatico è necessario migliorare i sistemi di protezione dei dispositivi mobili dell’impresa. Il 49% delle aziende italiane, infatti, dispone già di una soluzione a riguardo e il 35% intende dotarsene nei prossimi 12 mesi. Solo il 16% delle imprese italiane al momento non ha una soluzione per la protezione dei dispositivi mobili e non intende dotarsene a breve. In questo senso il problema principale riguarda le aziende più piccole e quelle a conduzione familiare.

La cybersecurity è affrontata ancora con troppa leggerezza e quasi nessuna di queste realtà intende dotarsi di una protezione dei dispositivi mobili. Va ricordato che quest’operazione è fondamentale per la sicurezza interna di un’impresa per tre motivi: prevenire la perdita di dati in caso di smarrimento o furto del dispositivo, evitare che il malware manometta i dispositivi mobili e da lì l’intera Rete aziendale e impedire la perdita e l’intercettazione dei dati quando i dipendenti utilizzano il Wi-Fi pubblico. Le imprese italiane intervistate da F-Secure che hanno deciso di non proteggere questi strumenti si sono giustificate in tre modi diversi. Alcuni hanno dichiarato che i dispositivi mobili dell’azienda non contengono asset o dati sensibili e quindi non avrebbe senso proteggerli. Altri invece hanno detto semplicemente che l’azienda non utilizza dispositivi mobili per le attività lavorative. Mentre per una minima parte degli imprenditori italiani la protezione dei dispositivi mobili non è prioritaria rispetto ad altri aspetti legati alla sicurezza.

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