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Nuovo allarme per le balene Fonte foto: 123RF
SCIENZA

Sta succedendo qualcosa alle balene, si comportano in modo strano: è un cattivo segno

Le balene franche australi sono già a rischio estinzione da tempo e purtroppo devono fare i conti con le conseguenze del cambiamento climatico

Ormai non ci si stupisce più di nulla quando si parla di cambiamento climatico, ma la drammaticità di alcune notizie rimane molto alta. Il fatto che gli animali risentano in maniera negativa di questa situazione è assodato, come testimoniato dalle conclusioni di una recente ricerca scientifica che ha coinvolto le balene.

Volendo essere ancora più precisi, si sta parlando della balena franca australe. È una specie protetta dal lontanissimo 1937, un mammifero marino che è stato preso di mira dai cacciatori per diversi secoli. In effetti, dalle carcasse si ricavavano tantissimo grasso e olio, ma anche dopo la "protezione" ufficiale, i guai non sono finiti.

Senza balene cambia la catena alimentare

Balene come queste risultano ancora a rischio estinzione e si trovano soprattutto in Australia. In base a quanto accertato dagli esperti della Curtin University, la loro riproduzione viene messa in pericolo proprio dal cambiamento climatico, con tempi sempre più lunghi per quel che riguarda le nascite dei piccoli. Il clima impazzito sta facendo sì che i parti non avvengano più ogni 36 mesi, ma dopo 4 o 5 anni. Ecco perché la loro sopravvivenza è minacciata in modo costante e non bastano ricerche scientifiche come quella appena dettagliata per trovare una soluzione efficace. Tra l’altro non sono soltanto le balene ad essere in grande pericolo.

Le balene franche australi sono fondamentali per l’ecosistema marino. Non si deve dimenticare che sono la fonte principale per il nutrimento del fitoplancton che a sua volta è utile per la creazione di circa la metà del nostro ossigeno. In poche parole, si sta parlando di una specie essenziale per la catena alimentare relativa alle acque del pianeta. Se le balene in questione non dovessero sopravvivere, allora lo stesso succederebbe agli esseri umani. Il cambiamento climatico è un problema di non poco conto e va a influire sulla riproduzione dei mammiferi in una maniera piuttosto particolare.

Le abitudini delle balene

Gli animali si impigliano di frequente nell’attrezzatura da pesca, senza dimenticare il ruolo delle navi più grandi che solcano i mari in cui nuotano. Proprio queste imbarcazioni, con la loro mole, sono fonte di stress e la capacità riproduttiva ne risente pesantemente. Questo nervosismo incide su comportamenti a cui le balene non rinunciano mai. Sono grandi migratrici, tanto da coprire distanze superiori ai mille chilometri. Nel periodo estivo, poi, prediligono le acque dell’Australia Occidentale e quelle nei pressi del Polo Sud. In inverno, invece, si spostano verso le acque oceaniche della Nuova Zelanda per partorire in tutta tranquillità e a poca profondità.

La balena risulta protetta da un documento ben preciso, l’Accordo internazionale per la regolazione della caccia alla balena di Londra, oltre alla Convenzione internazionale per regolare la caccia alle balene di Washington (risalente al 1946). La caccia è assolutamente vietata, per non parlare del commercio dell’animale, anche se l’utilizzo della pelle può essere autorizzato in circostanze eccezionali. Oltre all’Australia, i suoi habitat privilegiati si trovano al largo delle coste di altri due paesi, il Perù e il Cile. Per salvare questo mammifero eccezionale c’è ancora tempo, ma bisogna fare in fretta per cercare di evitare guai peggiori.

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