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Stranger Things 5: cast "ringiovanito", ma come?

Gli attori di Stranger Things sono ventenni, ma devono interpretare ancora degli adolescenti: come verrà risolto il problema del tempo che passa? Ora lo sappiamo

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stranger things Fonte foto: Netflix

L’età dimostrata dai protagonisti di Stranger Things ha iniziato a diventare un cruccio già nella quarta stagione, che ha debuttato su Netflix nel 2022. La serie tv creata dai fratelli Duffer ruota infatti intorno a un gruppo di adolescenti che vivono in una piccola cittadina dell’Indiana, Hawkins, negli anni Ottanta: ma se nel 2016, anno del debutto in streaming, l’età reale degli attori era compatibile con quella dei personaggi che interpretavano sullo schermo, nell’ultimo ciclo di episodi (e soprattutto nella quinta stagione di prossima uscita) il tema diventa innegabilmente più problematico. Come risolverlo?

Stranger Things e il problema del tempo che passa

La prima stagione di Stranger Things è ambientata nel 1983 e i protagonisti Will, Mike, Dustin, Lucas e Undici hanno circa 12 anni. Gaten Matarazzo, l’attore che interpreta Dustin, nel 2016 aveva 14 anni; Caleb McLaughlin (che veste i panni di Lucas) ne aveva 15, Noah Schnapp e Millie Bobby Brown (alias Will e Undici) ne avevano 12. Insomma, erano tutti perfettamente credibili nel ruolo di preadolescenti.

La quarta stagione di Stranger Things, uscita nel 2022,è ambientata invece nella primavera del 1986. I protagonisti hanno circa 15 anni, quindi, ma gli attori e l’attrice che li interpretano hanno ormai vent’anni o più e sono ovviamente cambiati molto fisicamente, rendendo sempre più difficile la loro interpretazione credibile nei panni di personaggi adolescenti. Il «problema del tempo che passa» sarà decisamente attuale anche nella quinta e ultima stagione di Stranger Things, che dovrebbe arrivare in streaming su Netflix entro il 2025: i lavori nella sala degli sceneggiatori sono ripresi poco dopo la conclusione dello sciopero che ha bloccato Hollywood per diversi mesi.

Intelligenza artificiale per ringiovanire gli attori

In una recente intervista a Variety, il produttore esecutivo e regista di Stranger Things, Shawn Levy, ha detto di essere ovviamente consapevole del problema. «Abbiamo già visto il cast della nostra serie crescere davanti agli occhi del pubblico e tra i 12 e i 22 anni ogni essere umano cambia profondamente», ha dichiarato. «Detto questo, i nostri reparti trucco, parrucco e guardaroba sono davvero eccezionali nel modo in cui utilizzano costumi, parrucche e trucco. Anche gli anni Ottanta ci sono amici nel trasformare questi attori giovani adulti nei loro iconici personaggi di Hawkins. Perciò, utilizzeremo tutti gli strumenti a nostra disposizione».

Quest’ultima dichiarazione è stata molto commentata nei giorni successivi all’intervista: secondo alcuni Levy, con quel «tutti gli strumenti a nostra disposizione», si stava riferendo anche alla possibilità di usare l’intelligenza artificiale per ringiovanire i protagonisti. Questo espediente è stato utilizzato di recente nel film Indiana Jones e il quadrante del destino. Harrison Ford, 81 anni, nella prima parte del lungometraggio (ambientata nel passato) ne dimostra 35 grazie a un software di ringiovanimento incredibilmente efficace.

Levy è dunque tornato sul punto per fare chiarezza. Il regista ha confermato che per ringiovanire i protagonisti di Stranger Things non verrà utilizzata l’intelligenza artificiale. Ci si affiderà invece a trucco, parrucco e costumi, ma anche alla capacità attoriale dei protagonisti di interpretare degli adolescenti. «Sono rimasto un po’ sorpreso dal fatto che una frase che ho detto su questo argomento abbia avuto una diffusione così ampia. La conclusione è che sappiamo cosa stiamo facendo in questo show», ha aggiunto Levy. «Il nostro cast è brillante. E questi personaggi creati dai Duffer sono molto vividi. Non sono preoccupato, perché penso che gli attori si adatteranno e sapranno come riportarli sullo schermo».

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