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Tempesta solare sulla Terra: cosa dobbiamo temere

Un'intensa attività sulla corona solare ha spedito verso la Terra un flusso di particelle intenso, ma niente che il nostro Pianeta non sappia affrontare: le cosiddette tempeste solari

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Tempesta solare sulla Terra: cosa dobbiamo temere Fonte foto: 123RF

È grazie al Sole se c’è vita sulla Terra – o meglio, è grazie alla distanza che c’è tra la Terra e il Sole, non troppa né troppo poca. Ma è anche grazie all’atmosfera e alla sua composizione, che impedisce ai raggi del Sole di uccidere ogni forma di vita sulla Terra.

Un ruolo fondamentale lo hanno in questo senso il campo magnetico della Terra e il suo strato di ozono, che blocca le radiazioni ultraviolette che vengono dai raggi solari. E meno male che ci sono, soprattutto in questi giorni in cui siamo nel pieno di due tempeste solari.

Le tempeste solari

Le tempeste magnetiche che sono originate dal Sole vengono costantemente monitorate e previste da alcuni organi e agenzie sulla Terra: tra queste c’è la statunitense Noaa (National Oceanic  and Atmospherical Administration), che ci ha avvisato delle due tempeste solari in corso proprio in questi giorni.

Le “esplosioni” geomagnetiche solari sono causate da una forte attività della nostra stella, che in un certo senso “erutta” particelle cariche – e quindi radioattive – nello spazio che la circonda. Particelle che arrivano anche fino alla Terra. Questo flusso non è né gassoso né liquido: si trova in uno stato particolare che si chiama plasma o vento solare, e che ha addirittura un suo proprio campo magnetico – come se fosse un oggetto celeste simile ai pianeti e alle stelle.

Per le due tempeste di questi giorni le attività sono iniziate il 10 marzo, e sono state anticipate da alcuni campanelli d’allarme. È iniziato tutto con l’espulsione di materiale che proviene dalla corona del Sole, la parte più esterna della stella.

Cosa rischiamo

La Noaa sta costantemente tenendo monitorata la situazione, e i danni che potrebbero subire le reti di comunicazione e soprattutto i satelliti. Ma, come avrete intuito, le agenzie terrestri sono ben preparate, e la Terra non è nuova a fenomeni del genere – soprattutto se di lieve intensità: siamo sui livelli di grado 1 e 2 su una scala che va da 1 (più lieve) a 5 (più grave).

Le tempeste solari sul nostro pianeta creano veri danni solo in alcuni casi e solo se hanno un’intensità particolarmente elevata: si potrebbero registrare interferenze con i satelliti e con i segnali radio ad alte latitudini, con i relativi malfunzionamenti dei gps e della rete internet.

Per i fenomeni di questi giorni, secondo gli esperti del Noaa, il massimo che possiamo aspettarci è una leggera alterazione dei segnali radio ad alta frequenza e alle alte latitudini. Quindi “occasionale perdita del segnale radio o segnale degradato per brevi intervalli” ma solo intorno ai poli – le famose alte latitudini.

Anche il vento solare che porta le particelle nello spazio e vicino alla Terra può essere monitorato, e i dati sono accessibili anche ai non addetti ai lavori sul sito del Noaa. In questi giorni soffia a quasi 420 km al secondo. L’effetto più interessante però è quello sulle aurore, che sono causate dall’interazione dei raggi solari con la nostra atmosfera: in particolare quella boreale (sai come si forma?) può essere osservata a latitudini più basse di quelle normali.

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