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WhatsApp, privacy a rischio: gruppi segreti si trovano su Google

I gruppi WhatsApp sono indicizzati su Google e chiunque potrebbe entrarci. La scoperta ha portato il motore di ricerca a eliminare i risultati

Scatta l’ennesimo allarme privacy su WhatsApp. Motherboard, la “costola” tecnologica della celebre rivista online Vice, ha individuato una falla abbastanza inquietante relativa alle chat di gruppo create su WhatsApp.

A quanto pare, gli inviti privati alle chat di gruppo del servizio di messaggistica online più famoso e utilizzato al mondo, sarebbero indicizzati su Google e possono essere facilmente rilevati e resi disponibili per chiunque voglia entrarne a far parte. Come ha fatto notare il giornalista Jordan Wildon, se i link di invito alle chat di gruppo vengono diffusi sul web, è possibile che gli spider di Google li “intercettino” e li rendano disponibili nei risultati di ricerca. In questo modo chiunque potrebbe entrare all’interno di gruppi privati e recuperare informazioni private dei partecipanti alla conversazione collettiva.

Chat private e Google: come funziona

Come tutti sappiamo, per accedere ad un gruppo su WhatsApp è necessario essere invitati. L’amministratore del gruppo genera un link d’invito che invia ai suoi contatti, in modo che possano entrare e partecipare alla conversazione collettiva. Questo stesso link, però, può essere condiviso da chi lo riceve non solo su WhatsApp, ma anche attraverso altri mezzi di comunicazione. Così facendo, però, il collegamento diventa di pubblico dominio e “visibile” anche agli algoritmi di ricerca di Google, che lo inseriscono nel loro database e nelle SERP.

Si tratta di una falla di sicurezza abbastanza inquietante e che permette potenzialmente a tutti di entrare nelle chat di gruppo private. Dopo le segnalazioni, Google è corso subito ai ripari bloccando le ricerche in questione. Per visualizzare gli inviti alle chat private era necessario aprire il motore di ricerca e digitare la seguente stringa: site:chat.whatsapp.com. La ricerca individuava migliaia di risultati riguardanti inviti a chat private, cui chiunque poteva accedere senza alcun problema.

La risposta di WhatsApp

Dopo la scoperta, i vertici di WhatsApp sono subito intervenuti sull’accaduto con una comunicazione ufficiale. “Gli amministratori dei gruppi di WhatsApp sono in grado di invitare qualsiasi utente di WhatsApp a unirsi a quel gruppo condividendo un link che hanno generato. Come tutti i contenuti condivisi in canali pubblici ricercabili, i link di invito che sono pubblicati su Internet possono essere trovati da altri utenti di WhatsApp. I collegamenti che gli utenti desiderano condividere privatamente con persone che conoscono, e di cui si fidano, non dovrebbero essere pubblicati su un sito Web accessibile pubblicamente“.

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