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SMART EVOLUTION

Xiaomi, il prossimo top di gamma avrà una fotocamera da 256 Megapixel

Il produttore cinese ha brevettato un nuovo sensore fotografico dalla risoluzione sorprendente. Difficile dire quando verrà messo in produzione

10 Febbraio 2020 - Xiaomi sarebbe intenzionato a lanciare sul mercato dei nuovi smartphone top di gamma dotati di uno sensore fotografico da ben 256 Megapixel. Questo, almeno è quanto si apprende da alcuni rumors in arrivo dalla Cina, Paese “d’origine” del produttore di dispositivi hi-tech.

Pare, infatti, che qualche giorno fa Xiaomi abbia depositato un brevetto per un sensore da 256 megapixel: una risoluzione mai vista sinora su un dispositivo mobile e rara anche nel settore delle fotocamere digitali reflex professionali. Sino a oggi, il miglior sensore per uno smartphone è quello prodotto da Sony e già montato sullo Xiaomi Mi Note 10, con una risoluzione da 108 megapixel. Se il brevetto dovesse presto tramutarsi in realtà, dunque, ci troveremmo di fronte a un passo in avanti non indifferente.

Come sarà il sensore da 256 megapixel di Xiaomi

Ovviamente, si tratta di informazioni da prendere con le pinze, in quanto siamo ancora a livello di supposizioni. Supposizioni però avallate da alcune immagini che dovrebbero ritrarre il supporto che andrà ad ospitare il nuovo potente sensore da 256 Megapixel. A quanto sembra il nuovo sensore potrebbe basarsi sulla tecnologia Quad Bayer, ma ancora non sono state rese note le caratteristiche tecniche, oltre a chi spetterà la produzione di tale sensore innovativo: Sony o Samsung.

Non solo fotocamere

Il settore dei sensori fotografici è, senza di dubbio, quello su cui si stanno maggiormente concentrando i produttori di smartphone per “rubarsi” fette di mercato e utenti. Ma si tratta solamente di uno dei “terreni di scontro” in questo campo. Ad esempio, i produttori cinesi sembrano esser pronti a far fronte comune per diminuire il potere contrattuale di Google sul fronte dei software.

Xiaomi, insieme a Huawei, Oppo e Vivo, vorrebbe formare un’alleanza per creare un’alternativa valida al Play Store, dal quale gli utenti potrebbero scaricare le loro app senza dover passare dalla piattaforma di Big G. Questo accordo tra le quattro case produttrici, che da sole vendono insieme ben il 40% degli smartphone al mondo, potrebbe portare alla nascita di una sorta di “super app store” che sarà disponibile in nove Paesi del mondo tra i quali Cina, India, Indonesia e Russia e renderà più semplice il lavoro degli sviluppatori.

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