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Emoticon, la lingua più parlata al mondo

Le faccine e i simboli presenti sulle tastiere dei nostri tablet e smartphone con 6 miliardi di conversazioni giornaliere al giorno sono la lingua della Rete

5 Luglio 2017 - Domanda per gli utenti Internet più attenti: qual è la lingua più usata in Rete? State pensando all’inglese, allo spagnolo o al cinese? Siete fuori strada. Con oltre 6 miliardi di conversazioni giornaliere la lingua più usata su applicazioni, social media e siti web sono gli emoji. Sì, proprio le faccine e i simboli.

Gli emoji ormai da anni hanno invaso i nostri smartphone e computer. E nel tempo hanno sostituito molte parole e frasi: per trasmettere il proprio stato d’animo al proprio partner, si usa una faccina, non lo si esprime a parole. Pensiamo alla faccina che sorride o a quella che manda un bacio. E dire che gli emoji sono nati in Giappone negli anni Novanta ma per diverso tempo non sono state utilizzate in Occidente. Il successo è arrivato con il diffondersi dei primi programmi per la messaggistica istantanea (MSN) e poi con l’arrivo di WhatsApp e Facebook Messenger.

La crescita degli emoji

Un successo talmente importante che al giorno d’oggi si può leggere il libro Moby Dick di Herman Melville interamente scritto attraverso emoji. Il libro si chiama Emoji Dick, ed è stato scritto da Fred Benenson. E anche il numero degli emoji negli ultimi tempi è cresciuto a dismisura. A fine anni Novanta esistevano al massimo un centinaio di faccine e simboli, oggi abbiamo superato i duemila. Gli emoji possono rappresentare qualunque stato d’animo e diversi aspetti della vita comune. Dallo sport, al divertimento. Dal cibo agli animali. Quasi sempre sono diretti e hanno un significato facilmente riconoscibile, ma in alcuni casi, come una vera lingua, lasciano spazio a una certa ambiguità semantica. E quindi permettono una certa interpretazione per chi legge e per chi scrive.

Numeri degli emoji

Per gli emoji parlano i numeri. Ogni utente della Rete o mobile può usare questa “lingua”, e questo significa che circa 3 miliardi di persone parlano attraverso le emoticon. Pensate che le persone che parlano l’inglese sono circa un miliardo e mezzo in tutto il Mondo. Come detto, sono oltre 6 miliardi le conversazioni caratterizzate da emoji scambiate quotidianamente a livello globale. E dopo una prima fase di sviluppo solo in Rete ora gli emoji stanno iniziando a influenzare anche la realtà. Tanto che le emoticon sono finite pure nelle aule di giustizia. Negli Stati Uniti, per esempio, un Grand Jury ha scelto di non procedere contro un utente di Facebook che aveva postato delle pistole puntate alla testa di un poliziotto. Mentre in Francia un uomo è stato condannato a tre mesi di prigione per aver inviato un messaggio con l’icona di un revolver alla sua ex fidanzata.

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