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Nel 2024 l’umanità è a 90 secondi dalla mezzanotte nucleare: cosa segna l'orologio dell'apocalisse

Mancano appena 90 secondi alla mezzanotte nucleare dell'umanità: questo è ciò che segna l'orologio dell'apocalisse, scopriamo di che cosa si tratta.

La fine del mondo è vicina? Il “Doomsday Clock”, chiamato anche orologio del giorno del giudizio o – in maniera ancora più inquietante – orologio dell’apocalisse, segna quanti minuti mancano a quella che viene considerata la mezzanotte nucleare dell’umanità. Nel 2024 la lancetta si è riattivata, e le prospettive sono tutto fuorché entusiasmanti: proprio come l’anno passato, infatti, siamo più vicini che mai al rintocco dell’orologio. Scopriamo qualcosa in più.

Che cos’è l’orologio dell’apocalisse

Per capire di cosa stiamo parlando, occorre fare un passo indietro: nel 1947, poco dopo gli avvenimenti terribili di Hiroshima e Nagasaki, gli scienziati della rivista Bulletin of the Atomic Scientists dell’Università di Chicago decisero di dare vita ad un orologio metaforico. Quest’ultimo, in base ai pericoli cui l’umanità è sottoposta in un dato momento, segnerebbe quanto manca alla fine del mondo. Dunque, più la lancetta è vicina alla mezzanotte e maggiore è il rischio che un evento catastrofico ci spazzi via definitivamente.

L’orologio venne creato in pieno periodo di guerra fredda, quando la minaccia più grande consisteva nell’arsenale nucleare schierato dalle due maxi potenze mondiali, l’URSS e gli USA. Per questo motivo, il termine ultimo (o giorno dell’apocalisse) venne chiamato anche mezzanotte nucleare. Nel corso degli anni, tuttavia, l’umanità ha subito – e ha inventato – nuovi modi per poter vivere la sua totale distruzione. Dal 2007, dunque, la definizione di orologio dell’apocalisse si è ampliata, includendo non più solo il rischio di una guerra nucleare, ma anche di altri fenomeni che possono infliggere danni irrevocabili all’uomo, come i cambiamenti climatici e persino l’intelligenza artificiale.

Quanto siamo vicini alla mezzanotte nucleare

Dal momento della sua “attivazione”, nel 1947, l’orologio fu impostato a 7 minuti alla mezzanotte: d’altra parte eravamo in piena guerra fredda, e il minimo errore poteva costare la vita all’intera umanità, a causa degli arsenali schierati dalle due parti. Da quell’anno, la lancetta è stata spostata altre 23 volte. In alcune occasioni si è allontanata dalla mezzanotte, cosa che è avvenuta soprattutto nel 1991, con lo scioglimento dell’Unione Sovietica e la sigla del trattato di riduzione delle armi strategiche, che ha allontanato almeno per un po’ il timore di un’apocalisse nucleare.

Tuttavia, da quell’anno la lancetta non ha fatto altro che avvicinarsi, a volte sempre più rapidamente, verso la mezzanotte (con una piccola eccezione nel 2010). Nel 2020 si è giunti ad un nuovo record, tanto che gli scienziati hanno deciso di non adottare più la lettura in minuti, bensì in secondi: ne mancavano appena 100 alla mezzanotte nucleare. Un nuovo conteggio nel 2023 ci ha avvicinati ancora di più al “giorno del giudizio”, con un conteggio di appena 90 secondi rimanenti: a contribuire a questo slancio in avanti, sia la pandemia che lo scoppio della guerra in Ucraina.

E il 2024, purtroppo ha visto la lancetta rimanere ferma sui 90 secondi alla mezzanotte nucleare. Ciò significa che, simbolicamente, siamo ad appena un minuto e mezzo dal disastro che potrebbe cancellare l’umanità. Oltre ai problemi già evidenziati in precedenza, si aggiungono lo scoppio del conflitto israelo-palestinese e i segnali sempre più allarmanti dei cambiamenti climatici. Siamo davvero ad un passo dalla fine ed è già troppo tardi per fare marcia indietro, o c’è ancora uno spiraglio di salvezza?