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Anche i cinesi litigano: che succede su Huawei AppGallery

Le app di Tencent, compreso il famosissimo gioco PUBG Mobile, spariscono di colpo dall'app store di Huawei per poi ritornare dopo poche ore. Ecco perché.

A cavallo di capodanno si è consumato un piccolo, ma neanche tanto, dramma tutto cinese su AppGalley, l’app store proprietario di Huawei. Protagonista di questo dramma, oltre alla stessa Huawei, è stato l’altro colosso cinese: Tencent. Il motivo della disputa? Soldi: la percentuale trattenuta da Huawei sugli acquisti delle innumerevoli app di Tencent presenti su AppGallery.

App che, per circa 24 ore, sono addirittura sparite dallo store di Huawei per poi riapparire in seguito ad un nuovo accordo commerciale tra le due aziende cinesi. E tutta cinese sembrerebbe quest vicenda, ma in realtà non lo è visti i precedenti assai simili visti anche in occidente e viste le dimensioni (globali) di Huawei e di Tencent. La prima è stata a lungo il primo produttore cinese di smartphone per vendite a livello globale, fino al 2019, è stata secondo produttore al mondo dopo Samsung e ancora oggi è leader sul mercato interno cinese con una quota di oltre il 40% delle vendite. Tencent, invece, è un gigante globale della tecnologia e, tra le sue app, ci sono giochi famosissimi come PlayerUnknown’s Battlegrounds Mobile.

Perché le app di Tencent sono sparite da AppGallery

Secondo la ricostruzione di Reuters Huawei e Tencent avevano un accordo in scadenza a fine 2020: il 50% degli introiti fatti da Tencent su AppGallery andavano in tasca a Huawei. Una percentuale eccessiva secondo Tencent, che ha tentato di rinegoziare l’accordo.

Ma la negoziazione si è protratta un po’ troppo e le due aziende non hanno trovato l’accordo entro il 31 dicembre, motivo per cui le app di Tencent sono state temporaneamente rimosse dallo store di Huawei.

Già il primo gennaio 2021, però, le app sono tornate tutte disponibili, segno che le due aziende hanno stretto una nuova partnership. Non è dato però sapere per quale percentuale si siano accordate: Tencent ha dichiarato solo che “entrambe le parti continueranno a lavorare insieme per portare migliori esperienze e servizi ai consumatori”.

Il precedente di Epic Games

Se in Cina Tencent ha litigato con Huawei per il 50%, in America Epic Games ha portato in tribunale Apple e Google per molto meno: entrambe le aziende, infatti, trattengono il 30% degli introiti realizzati dalle applicazioni scaricate dagli utenti tramite App Store e Play Store e hanno rimosso a metà agosto il fortunatissimo videogioco Fortnite perché Epic Games aveva provato a non pagare.

Epic Games, che i soldi li guadagna tramite gli acquisti in app di valuta virtuale V-Bucks da spendere all’interno di Fortnite, aveva inserito nel videogioco una opzione per acquistare V-Bucks a prezzo scontato del 20% senza passare dall’App Store o dal Play Store. Apple e Google non l’hanno presa bene e, anzi, hanno cancellato Fortnite dai rispettivi store.

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