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Calcio in streaming gratis, la Polizia oscura 5 milioni di utenti

La Polizia Postale e la GDF oscurano le IPTV illegali che trasmettevamo illecitamente il segnale delle partite di calcio. Coinvolti 5 milioni di utenti italiani

18 Settembre 2019 - Blitz della Guardia di Finanza e della Polizia Postale contro le “tv pirata” che ritrasmettono illecitamente il segnale delle TV a pagamento (Sky e DAZN su tutte). L’operazione “Eclissi” condotta dalla Polizia di Stato e supportata Agenzie europee Eurojust ed Europol, con la cooperazione delle autorità giudiziarie  di Francia, Paesi Bassi, Germania, Bulgaria e Grecia ha portato alla chiusura di molte piattaforme illegali che offrivano la trasmissione di Sky, DAZN, Mediaset Premium (fino a quando è stata attiva), Netflix e Infinity a un prezzo concorrenziale: 15 euro al mese.

Si tratta dell’indagine più vasta mai compiuta in questo settore. Ha visto la collaborazione delle polizie postali di diverse Nazioni europee e ha portato a scoprire un giro d’affari di oltre due milioni di euro. La Guardia di Finanza ha scovato la piattaforma “Xstream Codes” che permetteva la visione dei canali di Sky e DAZN gratis. Al momento della chiusura erano più di 700.000 gli utenti connessi. Chi sfruttava le IPTV illegali che ritrasmettevano il segnale analogico delle pay-tv in segnale web-digitale non lo potrà più fare. Un duro colpo per lo streaming illegale di contenuti e alla pirateria, una delle piaghe più difficili da estirpare.

TV pirata, la maxi operazione coinvolge 5 milioni di utenti italiani

L’indagine è stata portata avanti dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, che ha utilizzato le più moderne tecnologie per individuare le sorgenti estere dal quale partiva il segnale per la trasmissione dei contenuti. Si stima che gli utenti italiani che utilizzano le piattaforme oscurate sono circa 5 milioni, per un giro d’affari di circa 2 milioni di euro (tra abbonamenti e pubblicità).

Oltre ad aver oscurato le piattaforme delle IPTV illegali, sono stati emessi dalla Procura di Napoli anche otto ordini di custodia cautelare per associazione a delinquere a carattere transnazionale. I produttori di contenuti possono finalmente gioire: con la chiusura delle IPTV illegali gli investimenti fatti per l’acquisto dei diritti televisivi non saranno vanificati da chi ritrasmette illegalmente il segnale.

Come funzionava lo streaming illegale

L’indagine ha portato a scoprire un sistema illegale che offriva a un prezzo di soli 15 euro al mese l’abbonamento completo ai principali servizi ad abbonamento. I malviventi trasformavano il segnale analogico del decoder di Sky o degli altri servizi in un segnale digitale: pagavano un unico abbonamento mensile e lo ritrasmettevano a centinaia di persone, con un guadagno netto di migliaia di euro. Il flusso veniva inviato a delle rivendite dislocate in tutte le Regione italiane.

I clienti erano divisi in tre categorie: famiglie, imprese e hotel. Gli utenti avevano anche la possibilità di sottoscrivere un abbonamento mensile di 59 euro che consentiva di rivendere il servizio a terze persone e ottenere una parte dei ricavi.

Cosa rischiano gli utenti

Chi usufruiva del servizio rischia pene anche piuttosto gravi: da 6 mesi a tre anni di carcere e una multa fino a 28 mila euro. E come detto in precedenza, in Italia sono 5 milioni gli utenti che usufruivano di questi servizi.