app per il cashback Fonte foto: vadish - stock.adobe.com
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Cashback, non solo app false: ecco quelle sbagliate

Sugli store di Android e iOS ci sono molte app chiamate Cashback: alcune sono false, altre sono iniziative legittime, nessuna di loro ha nulla a che fare con il Cashback di Stato.

Piatto ricco, mi ci ficco: come sempre accade con i fenomeni di massa c’è puntualmente qualche furbetto pronto ad approfittarne. E’ il caso del boom di download dell’app IO per ottenere il Cashback di Stato che ha ovviamente ingolosito più di uno sviluppatore portandolo a creare app civetta a pagamento che nulla hanno a che fare con il rimborso statale fino a 150 euro.

Tecnicamente queste app rientrano nella categoria “Fleeceware“: sono app che servono a poco o nulla ma che gli utenti comprano credendo che servano a qualcosa di importante. Difficile dire se sia una truffa vera e propria, ma di sicuro non è quello che gli utenti cercavano realmente. Utenti che, in questo caso, cercavano l’app ufficiale per il Cashback di Stato che è solo IO. C’è poi l’app di Satispay, che è abilitata al Cashback, e quelle di Hype e Nexi, che però sono collegate alle rispettive carte di pagamento. Ma, in ogni caso, queste tre app non sono quella ufficiale del Governo anche se funzionano.

Cashback: quali sono le app fake

Di app false per il cashback ne sono state già identificate due, entrambe sull’App Store di Apple dove gli utenti iOS sono più abituati a pagare rispetto a quelli Android. Si tratta di “Cashback di Stato – Italia” e “Cashback di Stato Italia App“, entrambe rimosse da Apple dopo che centinaia di utenti avevano pagato 99 e 49 centesimi di euro per scaricarle.

Entrambe le app sono praticamente inutili: sono delle calcolatrici mascherate tramite le quali, inserendo la spesa che abbiamo appena fatto, possiamo sapere a quanto ammonterà il cashback. Cioè al 10% della spesa, non ci vuole una app a pagamento per saperlo, ma centinaia di possessori di iPhone ci sono cascati.

Cashback: quali sono le app sbagliate

Oltre a queste due app palesemente fake (e probabilmente ne salteranno fuori altre) ci sono anche altre app che hanno “Cashback” nel nome, esistono da ben prima del Piano Cashback del Governo, ma che non hanno nulla a che fare con il Cashback di Stato. Si tratta di app collegate a circuiti commerciali, ai quali aderiscono alcuni negozianti, che permettono di ottenere indietro parte di quanto speso sotto forma di buoni e coupon.

Ce ne sono decine, sia gratis che a pagamento. Alcune sono app di circuiti seri che offrono cashback reale, altre no. In ogni caso non sono utili ad accumulare Cashback di Stato e non lo saranno mai.

Cashback: le app delle banche e delle carte

C’è poi un ulteriore caso da esaminare: il cashback offerto da tempo da alcune banche e carte di pagamento per gli acquisti sul Web fatti tramite la carta, ma solo se l’utente visita il negozio online partendo dall’app stessa. Si tratta di cashback che di solito hanno percentuali tra l’1% e il 4% e, ancora una volta, non c’entrano nulla con il Cashback di Stato.

Ma il nuovo Cashback di Stato è facile da confondere con quelli delle carte (che esistono già da anni). Per questo Hype ha dovuto modificare l’interfaccia della sua app per non indurre in confusione gli utenti: ora, all’interno della sezione “Cashback“, troviamo sia “Cashback Online” che “Cashback di Stato“. Altre carte hanno fatto una manovra simile sulle loro app.

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