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Chiamate dal Kosovo con addebito, la nuova bufala su WhatsApp

Su WhatsApp sta girando un messaggio in cui si invita gli utenti a non rispondere alle chiamate provenienti da numero con prefisso del Kosovo, ma è una bufala

19 Dicembre 2018 - Nuovo messaggio-truffa su WhatsApp: da qualche giorno sull’applicazione di messaggistica è diventato virale un messaggio che invita gli utenti a non richiamare alcuni numeri con prefisso straniero. Nel messaggio si fa riferimento a chiamate provenienti dalla Tunisia, dal Kosovo e dalla Moldavia. 

Come accade spesso in questi casi, si tratta di una bufala creata ad arte per creare allarmismo tra gli italiani. WhatsApp è uno strumento utilissimo, permette di stare in contatto con persone che vivono dall’altra parte del mondo senza spendere nemmeno un euro, ma può trasformarsi in un’applicazione molto pericolosa se usata per scopi criminosi. Oramai dovremo averci fatta l’abitudine con questa tipologia di messaggi, invece sono ancora tantissime le persone che leggono e li ri-condividono immediatamente all’interno dei gruppi WhatsApp. Il processo è identico a quello delle Catene di Sant’Antonio che oramai invadono giornalmente le chat di WhatsApp.

Cosa c’è scritto nel messaggio WhatsApp

Il testo del messaggio è molto semplice: “Stanno arrivando chiamate a raffica da +216 (Tunisia) +373 (Kosovo) +383 (Moldavia). Fanno solo uno squillo. Se rispondi o richiami, ti parte automaticamente un abbonamento da 7€ alla settimana a siti di giochi da cui è quasi impossibile disdirlo. Fa’ girare.” Il messaggio è scritto in un italiano perfetto e questo aiuta a confondere le persone e a far pensare che sia reale. In realtà non è così. Oltre al fatto che nessun organo di sicurezza ha segnalato questo incremento di chiamate provenienti da prefissi stranieri, rispondere alle chiamate non comporta nessuna spesa per l’utente. Mentre ci potrebbero essere dei problemi se si decide di richiamare.

I pericoli per gli utenti

Dietro ai prefissi +216, +373 e +383 molto spesso si nascondono servizi a pagamento. Se riceviamo una chiamata da uno di questi numeri e decidiamo di richiamarli, effettivamente potrebbe portare all’attivazione di un servizio a pagamento al costo di sette euro la settimana. Questi abbonamenti-truffa, però, possono essere disattivati velocemente chiamando il servizio clienti della propria compagnia telefonica e chiedendo la restituzione dei sette euro.

Molto spesso a far girare questi messaggi sono le stesse aziende che vendono servizi ad abbonamento: serve per profilare gli utenti per delle campagne future. La disinformazione, purtroppo, prende linfa da applicazioni come WhatsApp, dove per far girare un messaggio-truffa e suggestionare migliaia di utenti bastano pochissimi secondi.