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Chromecast con Google TV, perché è importante

Google TV non è Android TV: è Google dentro la TV ed è qualcosa che potrebbe diventare presto molto importante

Google ha appena presentato l’ultima evoluzione del suo dongle Chromecast per guardare i contenuti in streaming su tutti i televisori, anche non smart e anche senza Android TV. Si tratta di un dispositivo nuovo ma non rivoluzionario, almeno dal punto di vista hardware, e che non costa pochissimo: 69,99 euro in Italia (in America costa meno: 49,99 dollari).

Conosciuto prima del lancio con il nome in codice di “Sabrina, adesso arriva sul mercato con il nome di “Chromecast con Google TV“. Un nome che ha fatto storcere il naso a molti, perché “Google TV” è un brand che risale al 2010 ed è stato sostituito, nel 2014, con “Android TV“. E questo sta confondendo molto gli utenti, che non sanno quali sono le differenze tra Android TV e Google TV. E se non lo sanno, non possono capire perché Google TV è importante per la strategia di Google e per tutti noi. Cerchiamo di fare chiarezza su cosa sia realmente Google TV e perché dovrebbe interessare a tutti questa mossa di Google.

Differenze tra Android TV e Google TV

Android TV è un sistema operativo, proprio come Android per smartphone o Android Automotive (che è appena arrivato sulla prima auto: la Polestar 2). Il compito di Android TV è quello di gestire l’hardware della televisione e far funzionare tutte le app sviluppate per Android TV su tutte le tv con Android TV.

Google TV, invece, è una interfaccia grafica e una app che girano su un device (il nuovo Chromecast, ma forse in futuro anche altri di terze parti) con Android TV installato. Google TV, per capirci, non ha il compito di gestire il WiFi della TV o di far funzionare le app. Ma, allora, a cosa serve?

A cosa serve Google TV

Google ha lanciato Google TV definendolo “una scorciatoia allo streaming“. Lo streaming dei contenuti di Google (YouTube e YouTube Music gratis e le rispettive versioni Premium a pagamento) e di quelli degli altri (Netflix, Amazon Prime Video, Disney+, Spotify etc. etc..).

Definire Google TV un aggregatore di contenuti, però, è riduttivo perché Google TV, come dice il nome stesso, è “Google applicato alla TV“: tramite la sua interfaccia, infatti, l’utente può cercare tra migliaia di contenuti live o di archivio e poi scegliere cosa vuole vedere tra quelli per i quali ha pagato.

Perché Google TV è importante

Dicevamo “tra quelli per i quali ha pagato“. Google TV non è un abbonamento: richiede uno o più abbonamenti altrimenti l’utente potrà guardare solo i film e le serie TV gratis. Google TV, però, mostrerà all’utente anche i contenuti a pagamento e sarà l’utente a scegliere se acquistarli (o abbonarsi al rispettivo servizio) oppure no.

Dopo aver tentato più volte (prima con YouTube Red, poi con YouTube Premium) di sfondare nel settore dei contenuti, quindi, Google torna a fare quello che ha sempre saputo fare meglio di tutti gli altri: il motore di ricerca. Anche vocale, grazie al telecomando con microfono presente nella confezione di Chromecast con Google TV.

Quando l’utente non sa cosa vedere, quindi, lo chiede a Google: “Ehi Google, fammi vedere una commedia americana“. E Google TV risponde mostrando una lista di film e serie TV commedia prodotti in America. La pagina dei risultati su Google TV, quindi, sarà l’equivalente della pagina dei risultati di Google in un browser.

I risultati saranno personalizzati quindi  in base ai nostri gusti e alle nostre precedenti ricerche e, molto probabilmente, ci sarà dentro la pubblicità: alcuni contenuti, sponsorizzati, saranno mostrati “in alto su Google TV” mentre altri li troveremo in basso.

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