Come difendersi dalla sextortion Fonte foto: Shutterstock
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Come difendersi dalla sextortion

Kaspersky lancia l'allarme: crescono i casi di ricatti a sfondo sessuale perpetrati via posta elettronica. Come riconoscerli e come difendersi

23 Dicembre 2019 - Si chiama “sextortion” ed è la fusione tra le parole “sex” ed “extortion“. In pratica è la cara vecchia truffa dell’estorsione con una minaccia a sfondo sessuale. Truffa che gira da anni ma che, secondo Kaspersky, negli ultimi tempi si è un po’ evoluta.

La società che produce il noto antivirus, infatti, ha comunicato che gli scammer (cioè gli aspiranti truffatori che mettono in atto la sextortion) hanno cominciato a chiedere il riscatto non più in bitcoin, ma in soldi veri. Per la precisione tramite delle carte prepagate, di libera vendita, collegate ai classici sistemi internazionali come Visa e Mastercard. Kaspersky non è ancora in grado di affermare con certezza che questo nuovo metodo soppianterà il pagamento in bitcoin, ma specifica che il metodo per difendersi dalla sextortion resta sempre lo stesso, qualunque sia il metodo di pagamento richiesto dagli scammer.

Sextortion alla brasiliana

La novità arriva dal Brasile, dove alcuni utenti hanno ricevuto delle email in cui i truffatori affermavano di aver ottenuto l’accesso al sistema operativo delle vittime e di averli registrati mentre guardavano dei video porno e si masturbavano. E, fin qui, è la solita sextortion. Quel che cambia è che adesso gli scammer chiedono alla vittima di recarsi in un negozio delle catene Walmart, Hipermerdado Extra, Lojas Americans o altre dove possono comprare una carta prepagataAcesso Card“. Tale carta andrà poi ricaricata e fotografata, fronte-retro, per poi inviare le foto a un indirizzo email. Quando il truffatore riceverà le foto, quindi, potrà usare la carta online e svuotarla facendo acquisti o trasferendo i soldi altrove.

Come difendersi dalla sextortion

Nonostante cambi il metodo di pagamento, non cambia affatto la sostanza della truffa: non è assolutamente vero che qualcuno ci ha hackerato il device, non c’è nessun video di noi che ci masturbiamo e tutta la minaccia è basata sul nulla assoluto. Non si tratta nemmeno di hacker, ma di semplici truffatori che hanno comprato un database di indirizzi email e hanno inviato messaggi tutti uguali (tradotti con Google Translate o altri servizi simili) a migliaia e migliaia di persone. Su migliaia qualcuno ci casca e tanto basta ai truffatori per raccimolare qualche soldo. Cosa fare in caso di sextortion? Cestinare il messaggio. Cosa fare per evitare la sextortion? Installare un buon antivirus con filtro antispam e antiscam per le email.

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