Come verificare la copertura della fibra
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Come verificare la copertura della fibra

Per essere certi di attivare la miglior connessione in fibra disponibile nella vostra zona ecco come si verifica la copertura e quali sono i dettagli a cui fare attenzione sui siti dei diversi operatori

Poter sfruttare al massimo la nuova smart tv, avere le migliori prestazioni mentre si prova l’ultimo videogioco con il pc o utilizzare un avanzato sistema di video sorveglianza collegato ai device di casa. Questi sono solo alcuni dei vantaggi che le connessioni ultraveloci in fibra garantiscono con le loro prestazioni superiori e i canali più stabili rispetto all’ADSL. Se infatti le connessioni Internet in ADSL spesso sono limitate alla velocità di 20 Mbit/S in download e 1Mbit/s in upload. Con le nuove connessioni in fibra si può arrivare a scaricare i propri contenuti ad un
1Gbit/s e a caricarli a 100 Mbit/s. Questo significa che per terminare il download di un film del peso di 1GB con la fibra occorrerebbero pochi secondi mentre con la tradizionale ADSL si impegnano almeno 10 minuti.

La differenza tra FTTC, FTTH e FWA

Le connessioni in fibra disponibili ad oggi sono diverse e non tutte raggiungono questa velocità. In particolare esistono le FTTC, FTTH, FTTB, FWA e ciascuna ha diverse caratteristiche in termini di rapidità di cablatura, velocità in upload e download, oltre che stabilità e latenza. Ogni sigla indica una diversa tecnologia di accesso alla rete e un differente sistema di collegamento della
fibra.

FTTH

La FTTH la più recente e rapida è la Fiber To The Home, cioè con connessione diretta fino al domicilio dell’utente. Ha una bassa latenza e potenziale velocità massima, ma la copertura per questo tipo di infrastruttura non è ancora disponibile ovunque e riuscire a coprire il territorio nazionale richiedete molto tempo e risorse.

FTTC

La FTTC o FTTS è la “Fiber To The Cabinet” o FIber to Street. Si tratta della fibra ottica che non arriva direttamente nel domicilio dell’utente, ma all’armadio stradale e da qui prosegue con il tradizionale doppino di rame a cui si attacca anche l’ADSL. Garantisce una copertura più rapida e meno invasiva, ma la qualità è inferiore rispetto alla fibra vera e propria.

FTTB

C’è poi la FTTN o FTTB. In questo caso l’acronimo sta per Fiber to The Bulding. Questa tecnologia è una sorta di via di mezzo tra FTTC e FTTH e fa arrivare la fibra ottica fino all’edificio interessato. Anche in questo caso l’ultimo tratto della connessione passa per il doppino in rame.

FWA

Infine esiste un’altra tecnologia la FWA (Fixed Wireless Access) anche detta FTTT (Fiber to tower). Questa tecnologia si basa sulla trasmissione dei dati sullo sfruttamento delle onde radio. Sono state pensate e vengono sfruttate per raggiungere i territori in cui non ci sono né ADSL né fibra. Garantisce però delle velocità e delle prestazioni paragonabili a quelle della fibra 300 Mega.

L’AGCOM e la verifica della copertura

Verificare se la zona in cui si abita è copertura da una o più di queste soluzioni è diventato molto semplice da quando nel 2014 l’AGCOM ha intrapreso la mappatura della copertura dell’accesso ad Internet in Italia. Con il decreto Salva Italia infatti lo Stato ha avviato un articolato e lungo progetto di monitoraggio e ha identificato nell’Authority per le garanzie nelle comunicazioni il soggetto preposto alla creazione di una banca dati contenente i risultati della ricerca.

Dove e come fare la verifica

Alla banca dati contribuiscono i diversi operatori e i gestori del servizio di telefonia fissa e mobile attivi sul territorio. La mappa si trova sia sul sito dell’AGCOM che su quella di Open Fiber (società Enel costituita per provvedere alla costruzione delle infrastrutture in fibra). Sui siti dei maggiori operatori si trova sempre una sezione dedicata alla verifica della copertura. In genere il bottone che permette di acquistare l’offerta prima reindirizza gli utenti verso la pagina in cui viene richiesto l’indirizzo in cui si vuole attivare il piano per la verifica della disponibilità del tipo di tecnologia.

I bollini dell’Authority per orientarsi

Il monitoraggio della copertura diventa importante anche per evitare un sovraprezzo rispetto all’offerta che l’utente voglia sottoscrivere. Leggendo con attenzione le clausole dei contratti infatti i prezzi in promozione spesso non sono validi se nella zona in cui si richiede la linea è disponibile solo la fibra misto rame e l’operatore avverte nelle scritte in carattere più piccolo che sarà applicato un prezzo maggiore rispetto a quello speciale riservato all’attivazione della FTTH.

I “bollini” dell’Authority

Nei primi anni di lancio delle offerte per la connessione tramite fibra le linee FTTC e FTTN sono state spacciate per FTTH. Le compagnie telefoniche, dopo ripetuti interventi e minacce di multe milionarie dell’Agenzia per le Garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), si sono adoperate sia per migliorare le prestazioni della banda ultralarga che per adeguarsi alle regole sulla trasparenza poste dall’AGCOM. L’Authority ha stabilito un sistema di bollini che certifichi il tipo di connessione proposta e garantita. Rosso, giallo e verde, come un sistema guida per gli utenti tra le proposte degli operatori.

Bollino rosso: ADSL e FWA

Il bollino rosso contrassegnato da una R seguita dalle voci rame o radio, questo simbolo indica che la tecnologia è in rame o che il collegamento avviene tramite onde radio. È usato per l’ADSL e la FWA.

Bollino giallo: FTTC

Il simbolo giallo con FR sta per fibra misto rame o fibra misto radio. Viene usato quando è disponibile la tecnologia combinata FTTC, come detto quindi si tratta della fibra fino all’armadio stradale. In genere è una connessione a 100 Mbit/s.

Bollino verde: FTTH

L’ultimo è il cerchio verde con la lettera F, questo simbolo indica la fibra ultraveloce FTTH. Grazie al semaforo e alla mappa dell’AGCOM delle tecnologie disponibili e dei territori raggiunti è stato
possibile iniziare a farsi un’idea del digital divide e del reale sviluppo delle reti italiane.

Gli altri metodi per verificare la copertura in fibra

Le mappe dell’AGCOM e degli operatori sono solo uno degli strumenti e dei luoghi con cui gli utenti possono verificare la copertura di fibra e ADSL sul territorio italiano. Per controllare se il proprio palazzo è coperto da FTTH o FTTC è sufficiente inserire il proprio indirizzo nella casella di ricerca e si otterrà la risposta.

Perché inserire l’indirizzo preciso

Anche su siti di confronto delle offerte internet e di telefonia in genere si trovano degli strumenti che permettono di verificare quali promozioni e tecnologie sono disponibili in una città o provincia. Per poter essere certi però della reale presenza e possibilità di attivare la FTTH o la FTTN è necessario controllare il proprio indirizzo. Infatti non è detto che sebbene l’utente si trovi in una città in cui la Fiber to home è una realtà nel suo condominio sia possibile allacciare effettivamente la fibra direttamente all’abitazione.

Le difficoltà infrastrutturali rallentano la diffusione della tecnologia

Come accennato la copertura fibra ottica è meno diffusa rispetto a quella ADSL. Uno dei motivi è che a differenza della tradizionale connessione ADSL che fa ancora ricorso al classico doppino di rame per attivare il collegamento in fibra sono necessari degli interventi strutturali per portare i cavi in fibra ottica o fino all’armadio stradale oppure direttamente presso i domicili o gli uffici dei clienti.

La fibra ottica non è tutta uguale

Con la fibra ottica copertura e tecnologia utilizzata sono strettamente collegate: la FTTH è diffusa soltanto in poche città, di solito (ma non sempre) di grandi dimensioni, mentre la FTTC è di norma la fibra ottica disponibile nei centri più piccoli. La FWA invece è la soluzione per navigare in fibra nei centri più inaccessibili.
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La banda Ultralarga in Italia

I lavori per l’ampliamento e il miglioramento delle infrastrutture e quindi l’espansione della fibra sul territorio è legato al Piano nazionale per la banda ultralarga. C’è un sito dedicato a questo progetto dove è costantemente possibile leggere gli ultimi aggiornamenti su bandi e gare per la costruzione di nuove strutture di telecomunicazione. Il Piano ha definito le linee guida del programma di interventi necessari a portare, tra il 2014 e il 2020, la fibra a 100 Mbit/s all’85% della popolazione e almeno una connessione a 30 Mbit/s per tutti. 

Nello stesso periodo il Governo ha siglato la Strategia Italiana per la Banda ultralarga, che ha l’obiettivo di contribuire a ridurre il gap infrastrutturale e di mercato esistente, attraverso la creazione di condizioni più favorevoli allo sviluppo integrato delle infrastrutture di telecomunicazione fisse e mobili, per poter arrivare a soddisfare gli obiettivi posti all’Italia dall’Agenda Digitale Europea 2020.

Strategia a sostegno dello sviluppo della banda larga

La strategia rende conto del quadro nazionale di riferimento delle iniziative pubbliche a sostegno dello sviluppo delle reti a banda ultra larga in Italia.

Come si legge sul sito: “La prima fase dell’attuazione della Strategia riguarda le aree a fallimento di mercato (aree bianche) presenti sull’intero territorio nazionale (notifica di Aiuto di Stato SA.41647 (2016/N) per il Piano Aree Bianche, approvata dalla Commissione Europea con decisione C (2016) 3931 finale del 30 giugno 2016)”. Il Governo sostiene questo miglioramento delle infrastrutture investendo i Fondi nazionali e comunitaria appositamente assegnati dal Ministero dello Sviluppo economico. 

60% di copertura entro il 2025

Stando a quanto riportato da Agenda digitale la copertura reale del paese infatti a fine 2018 era stimata intorno al 20% delle unità immobiliari e le stime sul futuro, fatte sulla base dei piani di sviluppo elaborati dai principali operatori infrastrutturali in fibra (quindi Open Fiber, TIM e Fastweb), parlano del 60% di copertura entro il 2025 circa. Quello che rende così lenta e difficile una maggiore capillarità dell’accesso alle ultime tecnologie è il costo di collegamento ancora estremamente elevato oltre ai limiti posti dalla tutela paesaggistica e artistica che spesso bloccano o rallentano il processo. 

Risorse a disposizione e cantieri aperti

Infratel è la società che si occupa per conto del Ministero dello Sviluppo della realizzazione degli interventi. Da quando le è stato affidato questo compito ha supervisionato oltre 4000 operazioni tra progetti attivi e in fase di attivazione. Le risorse inizialmente destinate a questo programma di ampliamento delle infrastrutture sono state 3.6 miliardi di euro, neanche lontanamente sufficienti per un progetto così ambizioso ma un buon punto di partenza.

L’AGCOM nei suoi monitoraggi ha ricostruito una prima fotografia delle attuali condizioni di accesso alla rete e alle tecnologie in Italia. Stando a questi dati, la copertura in banda a 30 Mbit/s ha raggiunto il 67% delle famiglie italiane nel febbraio 2019. Per quanto riguarda invece le connessioni a 1 Gbit/s sono risultate disponibili solo per 11.5% delle famiglie italiane. Le connessioni a 100 Mbit/s coprono circa il 35% della popolazione monitorata. Solo meno del 25% invece ha una rete che supera questa velocità ed arrivano fino a 500 Mbit/s.

Controlli incrociati per non sbagliare

Quindi per verificare la copertura della banda ultralarga nel territorio in cui si vive il modo più semplice è inserire il proprio numero di telefono o indirizzo sul sito dell’operatore scelto e attendere il responso. È meglio effettuare una verifica incrociata perché non tutti gli operatori hanno le stesse tecnologie a disposizione in tutte le città. Un sito su cui controllare lo stato della fibra nella propria zona è quello della banda ultralarga. All’indirizzo http://bandaultralarga.italia.it/verifica-indirizzo si può procedere alla ricerca. I dati però non vengono aggiornati con la stessa frequenza di quelle delle compagnie commerciali che forniscono i servizi internet.