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PMI E INDUSTRIA 4.0

Digital transformation, gli ostacoli per le aziende italiane

Una ricerca condotta da IDC e commissionata da Cornerstone OnDemand ha messo in luce i principali ostacoli per le PMI nostrane nel contesto 4.0

Qual è la sfida maggiore per le PMI italiane per abbracciare l’innovazione portata dall’Industria 4.0? Investimenti, conoscenze o concorrenza? No stando alla ricerca “Azienda del futuro e trasformazione digitale: sfide e opportunità per sprigionare i talenti” condotta da IDC e commissionata da Cornerstone OnDemand il problema principale è il cambio culturale.

Insomma la maggior parte delle aziende italiane non sono pronte, psicologicamente, a stravolgere dei processi e dei modelli produttivi che usano ormai da anni. Quasi la metà degli imprenditori intervistati, il 46% per la precisione, ha dichiarato che l’ostacolo più grande per la propria azienda sarà riuscire a cambiare mentalità e adattarsi a lavorare con nuove tecnologie come Internet of Things, cloud e intelligenza artificiale. Solo per citarne alcune. L’indagine ha coinvolto 1.469 responsabili HR aziendali e manager di linea in aziende con più di 500 dipendenti operanti in 14 Paesi europei.

I dati dell’indagine

Nonostante la paura del cambiamento il 91% delle PMI italiane intervistate ha dichiarato che il passaggio, più rapido possibile, al contesto 4.0 significherà una crescita per l’azienda. Purtroppo però solo il 63% degli imprenditori hanno già attuato dei piani concreti per adattarsi alle nuove tecnologie e ai nuovi modelli produttivi. L’indagine ha provato anche a rispondere a questa carenza. Non si tratta solo di una mancanza di sponsor o di sostegni finanziari che aiutino in questa fase di cambiamento. Per il 26% delle aziende il problema maggiore è trovare le figure professionali adatte per traghettare l’impresa in questa fase di rivoluzione. Mentre il 27% ha il problema opposto. Cioè non riesce a trattenere in azienda i dipendenti con conoscenze specifiche più rilevanti.

Pianificare a lungo termine

Un problema per le PMI italiane è poi la pianificazione a lungo termine. In questo campo il nostro Paese è tra i meno attenti d’Europa. Solo il 36% degli imprenditori ha un piano di investimenti per il futuro dell’azienda. Mentre la media europea è del 39%. Questo è anche dato dal fatto che in molte realtà mancano, come già accennato, delle figure manageriali in grado di progettare delle azioni efficaci a lungo termine. Questo contesto potrebbe essere migliorato dalla continua crescita del lavoro flessibile. Figure terze e collaboratori nel prossimo futuro accederanno ai dati delle PMI da remoto e aiuteranno le imprese ad adeguarsi al contesto industriale 4.0.

 

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