Google Home Mini e Amazon Echo Dot Fonte foto: Flickr
SMART EVOLUTION

Google e Amazon sanno quando vai a dormire

Amazon Echo e Google Home potrebbero capire quando spegni la luce e vai a dormire. Le associazioni di consumatori e i produttori chiedono maggiore chiarezza

13 Febbraio 2019 - Google e Amazon stanno gradualmente ampliando la quantità di dati raccolti dai loro Assistenti Digitali. Ogni comando vocale rappresenta un’informazione preziosa per i due colossi mondiali. In particolare, è emerso che Amazon Echo e Google Home riescono a sapere quando una lampadina è accesa o spenta.

Questa informazione può sembrare banale, se si considera che, grazie al GPS oggi è possibile sapere esattamente dove si trova una persona ad ogni ora del giorno. Tuttavia, occorre considerare che le informazioni legate ai cicli di sonno-veglia possono essere un tassello fondamentale per migliorare i dati disponibili per le attività di marketing, in particolare quando le persone si trovano in un luogo intimo come la casa. Questa consapevolezza ha suscitato parecchie polemiche e un confronto acceso tra Amazon, Google e le associazioni dei consumatori.

Perché Amazon e Google vogliono sapere le nostre abitudini

Nonostante Amazon e Google smentiscano un controllo così stretto sui propri utenti, le loro Linee Guida ufficiali non pongono limiti chiari alle informazioni raccolte dagli assistenti personali Alexa e Google Assistant. Le società si giustificano dicendo che tutti dati sono raccolti per semplificare la vita dei propri clienti.

Dispositivi come Amazon Echo e Google Home si sono diffusi rapidamente negli ultimi tempi, soprattutto negli Stati Uniti. Il fenomeno ha influenzato anche lo sviluppo di elettrodomestici intelligenti, che oggi sono in grado di connettersi agli Assistenti Personali con molta facilità. Tra gli apparecchi per la casa più usati ci sono le lampadine smart che vengono usate insieme agli Assistenti di Google e Amazon. Per esempio, pronunciando “Alexa spegni la luce” la lampadina blocca la sua fonte di luce.

Google e Amazon stanno lavorando affinché i propri Assistenti Vocali rimangano connessi alle lampadine smart in ogni momento, non solo quando è espressamente richiesto. Questa intenzione ha suscitato polemiche di consumatori e case produttrici. Ian Crowe, Direttore di Logitech ha affermato che “Una condivisione incontrollata di informazioni personali non è mai positiva, sta all’utente decidere quanto e cosa condividere”.

Quali sono i rischi?

Le lampadine smart, apparentemente così innocue, forniscono in realtà informazioni importanti sulle abitudini delle persone: permettono di capire quando tornano a casa, quanto tempo si trattengono in camera e quando vanno a dormire. Molti sostengono che Google e Amazon vogliano mettere le mani su queste informazioni per assicurare agli inserzionisti attività di marketing più efficaci, basate sulle abitudini più intime delle persone.

Se da una parte, le aziende produttrici di dispositivi per smart home richiedono maggiore trasparenza ad Amazon e Google in termini di privacy, i due colossi tecnologici continuano a rimandare il confronto. Il dibattito è nel vivo, non ci resta che attenderne i suoi sviluppi.