robot che mangia la plastica Fonte foto: RanMarine
SMART EVOLUTION

Il robot che pulisce il mare dalla plastica

Si chiama WasteShark ed è uno squalo balena meccanico progettato in Olanda che può raccogliere fino a 350 chili di plastica al giorno nei nostri mari

22 Agosto 2018 - Il mare è uno dei posti più inquinati della terra. Il grande problema delle nostre acque è la plastica. Non solo quella visibile all’occhio umano ma anche le micro-particelle di plastica invisibili che vengono mangiate dai pesci e che possono venire ingerite anche dall’uomo. Solo nell’Oceano Pacifico si conta esista un’isola di plastica più grande della Francia.

Gli scienziati ormai da anni stanno cercando di trovare un metodo per ridurre l’uso della plastica e soprattutto stanno sviluppando degli strumenti che aiutino a ripulire i mari, le falde e anche i terreni dai materiali di scarto. La soluzione potrebbe essere rappresentata da WasteShark, letteralmente lo squalo dei rifiuti, un robot “mangia plastica” sviluppato dall’azienda olandese Ranmarine Technologies, specializzata in soluzioni all’avanguardia per la pulizia dell’acqua. Il robot ha il nome di squalo perché la sua forma è davvero ispirata allo squalo balena e la sua grande “bocca” serve per raccogliere la plastica in mare.

Lo squalo robot che promette di ripulire i mari dalla plastica

Ma come funziona nello specifico WasteShark? Avete presente i piccoli robot aspirapolvere che a volte vediamo passare nell’appartamento di amici o parenti, ecco il sistema di utilizzo è molto simile. Lo squalo robot però può anche essere monitorato da remoto mentre è in acqua oltre a pulire il mare dalla plastica in autonomia. La batteria di WasteShark permette fino a 16 ore di pulizia del mare senza interruzioni e il suo serbatoio centrale consente di raccogliere fino a 350 chili di plastica al giorno. Come se non bastasse “lo squalo robot mangia plastica” ha anche diversi sensori al suo interno e raccoglie tantissimi dati sulla quantità di plastica presente e sull’inquinamento generale delle acque in cui agisce. Le informazioni vengono poi girate a un team di esperti per prendere delle decisioni sulla balneabilità di un mare oppure sulla potabilità dell’acqua di una falda. Insomma, la prossima volta che vedremo uno squalo robot mentre facciamo il bagno non saremo spaventati ma rassicurati.

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